1 DAY IN THE LIFE: COSTRUIRE UN MIGLIOR FUTURO

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GABRIELE CROZZOLI

Catturare un momento è il cuore della fotografia e c’è un’immensa differenza visiva tra una frazione di secondo e l’altra. Per questo è necessario essere selettivi nel creare l’inquadratura. Vi è una regola che tengo fissata nella mia mente: eliminare sempre il superfluo per semplificare ciò che vedo.

Quando mi viene affidato un nuovo ingaggio, mi ispiro sempre a ciò che disse il Maestro indiscusso del reportage Henri Cartier Bresson: “Bisogna pensare prima di scattare una fotografia e dopo averla scattata, non durante”.

Raccontare una giornata, la quale sia un’esperienza emotivamente toccante, non è mai semplice. Ci ho pensato a lungo: quali mie fotografie usare per questo breve racconto?

Alla fine ho deciso di condividere questa serie di fotografie, realizzate lo scorso anno a Ndola in Zambia, in un’area confinante con il Congo, perchè il progetto umanitario che sto documentando mira ad ampliare la diffusione della rete idrica ad uso famigliare.

Ciò che mi sono trovato a raccontare mi ha fatto comprendere una volta di più  quanto la fotografia possa essere un linguaggio potente, che non ha bisogno di interpreti e traduttori.

L’acqua, questo elemento fondamentale, noi non siamo più abituati a valorizzarlo  a sufficienza. Apriamo il rubinetto e ci beviamo un bicchiere d’acqua fresca, laviamo i piatti e gli abiti, cuciniamo senza problemi, ci manteniamo puliti e perfettamente igienizzati, andiamo ad espletare i nostri bisogni fisiologici e tiriamo lo sciacquone: non facciamo alcuna fatica per usare e procurarci l’acqua, né teniamo conto del tempo che non perdiamo per ottenerla in quantità illimitate. L’acqua per noi fa parte delle nostre scontate abitudini quotidiane, ma l’esempio della comunità Ndola ci fa vedere invece quanto possa essere particolarmente preziosa e necessaria, proprio perché scarsa.

Avreste mai immaginato che l’acqua possa incidere sulla scolarizzazione e sulla crescita dei bambini e della bambine? Eppure la triste notizia è che sono i bimbi in età scolare ad approvvigionare le loro famiglie. Lo fanno affrontando interminabili camminate nelle assolate distese africane per raccogliere l’acqua da qualsiasi fonte e usando ogni genere di contenitore per trasportarla a casa, senza distinguere se si tratta di acqua potabile o contaminata e inquinata. Il tempo che impiegano in queste chilometriche camminate inevitabilmente li tiene lontani dai banchi di scuola e dai giochi che con tanta manualità e fantasia si costruiscono e inventano. La scarsità e la difficoltà di approvigionarsi regolarmente sono anche direttamente correlate a situazioni sanitarie critiche.

Saremo mai in grado di rispettare di più l’acqua e ad aiutare maggiormente chi non può ottenerla con la nostra medesima leggerezza ?

copyright testo e immagini Gabriele Crozzoli

Endoxa ENDOXA - BIMESTRALE FOTOGRAFIA

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