Categoria: FILOSOFIA

ARMONIA – EDITORIALE

PIER MARRONE Perché l’armonia ci dovrebbe piacere? Quando e a quali condizioni ci dovrebbe piacere? È chiaro che un qualche ideale di armonia è presente nelle nostre vite, ad esempio, quando osserviamo con piacere i corpi perfetti degli atleti di determinate discipline (non certamente il wrestling, almeno credo, e da noi nemmeno il sumo), o…

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ARMONIE TOTALITARIE, RÈGNE DE L’HOMME, SOVIET DEI BUONI

PIER MARRONE Siamo abituati a considerare in molti casi una certa quantità di conflitto come uno degli ingredienti ineliminabili della nostra esistenza e della nostra presenza nella società. Siamo in conflitto con i genitori quando transitiamo per la fase dell’adolescenza, siamo in conflitto con l’altro sesso quando abbiamo obiettivi divergenti nella nostra vita emotiva. I…

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PALINTROPOS HARMONIE: LEIBNIZ E UN ESEMPIO DI PRATICA DELL’ARMONIA

FABIO CORIGLIANO 1.Gottfried Wilhelm Leibniz ottenne il baccalaureato in legge a Lipsia nel 1665, e la licenza di laurea ad Altdorf nel 1667. Trasferitosi poco più che ventenne a Norimberga, dove svolse la funzione di segretario di una società di alchimisti alla quale, a quanto pare dalla sua testimonianza, riuscì ad accedere attraverso la scrittura…

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FILOSOFIA CONSOLATORIA

MATTIA ZANCANARO Trovandomi a riflettere sul termine “armonia” e cercando di capire che cosa, in relazione alle vicende dell’attualità, esso mi faccia balzare immediatamente agli occhi, ne concludo, più o meno convintamente, che oggi, innanzi tutto e perlopiù, tra la popolazione occidentale l’armonia è più un qualcosa di cui si va senza successo alla ricerca…

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GERARCHIZZARE L’ANIMALE

PIER MARRONE Nel 1935 la Germania è oramai nazista. Hitler ha conquistato il potere attraverso elezioni democratiche, un avvenimento che qualcosa dovrebbe dire a coloro che pensano che la democrazia sia un valore. Il nazismo progetta il dominio feudale sull’Europa occidentale, secondo i sogni politici di Hitler e quelli politici e religiosi di Himmler (che…

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IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI? BARUCH SPINOZA E LA “NAVE DEI FOLLI”

DANIELA BOSTRENGHI Può forse stupire il richiamo a Spinoza, adamantino filosofo del metodo geometrico e della lucida chiarezza delle sue argomentazioni, in un discorso dei nostri giorni sulle prospettive della devianza e, nello specifico, della follia. Rischieremmo, così, di fraintendere il suo pensiero cercandovi l’adesione ad un’etica normativa (e normalizzante) che non sembra essere –…

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DELLA PREISTORIA DELLA DEVIANZA E DEI SUOI MEZZI DI PROVA: IL CASO DEL MARCHESE MASCARDI

GIANVITO BRINDISI Sappiamo oggi, grazie agli sforzi delle nuove sentinelle neurogenetiche dell’ordine sociale, che la devianza (con le sue forme di prova) non dipende tanto dalla configurazione dei sistemi punitivi o banalmente dalle fluttuazioni storiche della responsabilità e della soggettività o dalle loro qualificazioni giuridiche, ma dal funzionamento del cervello e dal corredo genetico, naturalmente…

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LA RETTA VIA DELLA DEVIANZA

ANDREA RACITI “Ma ecco quello che (…) va osservato in una simile circostanza: forse il caso generale, quello stesso al quale sono commisurate tutte le procedure e le regole giuridiche, e dal quale esse vengono previste e annotate nei libri, non esiste affatto, per quello stesso motivo che qualsiasi faccenda, qualsiasi, mettiamo, delitto, nel momento…

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L’UNICO MOSTRO CHE MANCA SEI TU!COSTRUIRE IL POSSIBILE, COSTRUIRE LA MERAVIGLIA

ROBERTO EVANGELISTA I mostri sono in mezzo a noi, e la vera mostruosità è quella che spesso rifiutiamo di vedere. D’altra parte, un personaggio popolare come Dylan Dog, talmente popolare che Umberto Eco diceva di poterlo leggere per giorni e giorni senza annoiarsi, ha sdoganato tra generazioni di lettori l’idea che il mostro vero si…

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LA MENTE PLAGIATA E PLAGIANTE: LA SOPRAVVIVENZA DELLE STORIE E DEI NOSTRI CORPI

RICCARDO DAL FERRO Le nostre storie sono sempre plagi, se è vero come diceva Borges che fin dalla notte dei tempi abbiamo raccontato solo tre storie: una d’amore, una di guerra e una di viaggio. Prendendo per buona la sottile accusa dello scrittore argentino, possiamo convenire su un fatto: che l’umanità ha sempre plagiato, copiato…

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LA FELICITÀ CHE PLAGIA

PIER MARRONE Perché facciamo le cose che facciamo? Le risposte possono essere tante. In generale, però, le azioni che facciamo sono in vista di obiettivi, altrimenti sarebbero insensate. Ognuno di noi ha più di un obiettivo nella vita, ma è innegabile che se le cose vanno mediamente per il verso giusto noi sperimentiamo una sensazione…

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QUESTO TESTO NON È MIO IN DIFESA DELL’APPROPRIAZIONE DEBITA

GIACOMO PEZZANO Tra i graphic designer, si dice spesso che il lavoro creativo non è l’opera di un genio solitario ispirato che partorisce idee sensazionali dal nulla: esso consiste piuttosto in un continuo “trarre ispirazione” dal lavoro altrui. E trarre ispirazione non significa copiare: infatti, chi copia si rifà a un’unica fonte e la riproduce…

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“TEMPO DA DRAGHI”: L’ANTROPOCENE E LA TERRA INCOGNITA DELLA NOSTRA NONCURANZA

FERDINANDO MENGA   I Da qui in là … i leoni, oppure i draghi; insomma, i tendenzialmente sconosciuti, i probabilmente pericolosi, certamente quelli da temere e che, in ogni caso, è bene tenere a debita distanza. Con essi non dobbiamo mescolarci. O meglio, a rigore, non possiamo neppure mescolarci, giacché entrare nel loro territorio implicherebbe…

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DRAGHI NELLA MENTE

PIERPAOLO MARRONE Sulle mappe geografiche dove c’erano le terre incognite non ancora esplorate o al di là di qualsiasi esplorazione si indicava con una scritta generica e minacciosa che vi erano o mostri (magari ibridi animale-uomo) o belve feroci, che avrebbero messo in pericolo l’integrità dei viaggiatori. Questo non ha fermato gli esploratori, spesso avventurieri…

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DALLE PRIMAVERE ARABE ALLA POSSIBILITÀ DI UNA CULTURA POLITICA MEDITERRANEA

ALESSIO LO GIUDICE Nel mondo occidentale, ed europeo in particolare, l’espressione Hic sunt dracones! può indicare ancora oggi un atteggiamento radicato che va ben al di là delle leggende cartografiche dell’era premoderna. Un atteggiamento che non è certamente generato dalla rappresentazione idealtipica di uno straniero generico o di terre semplicemente inesplorate. Si tratta, invece, di…

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SPAZIO COSMICO E DOMINIO

ERNESTO C. SFERRAZZA PAPA   1. Due frasi celebri hanno segnato, con una forza che ancora abbiamo difficoltà a registrare, la seconda metà del XX secolo, preparando così il nostro tempo. La prima viene pronunciata da Jurij Gagarin, il primo uomo ad andare nello spazio – o, come lo definiva Emmanuel Lévinas, il primo ad…

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UN ‘DRAGO’ AL CONFINE DEL DIRITTO: IL MIGRANTE FRA ALTERITÀ ED ESTRANEITÀ

PIER GIUSEPPE PUGGIONI 1. ‘Dentro’ o ‘fuori’: la sfida migratoria L’esperienza del diritto, nella sua manifestazione storica, sembra a tutti gli effetti un’esperienza di ‘limite’, di ‘confine’. Esso tende a operare come un meccanismo di significazione che inquadra i fatti secondo rigorose suddivisioni di categorie: moltissimi autori (da Foucault a Luhmann, a Teubner) hanno messo…

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FIORI DI STRADA TRA LE ROVINE: CHE NE È DELLA CITTÀ?

ANDREA RACITI “Questo quadro dell’Attica, lo spettacolo che io contemplavo, era stato contemplato da occhi chiusi da duemila anni. Anch’io sono destinato a passare a mia volta: altri fuggitivi come me verranno a fare le stesse riflessioni sulle stesse rovine…”  François-René de Chateaubriand, Itinéraire de Paris à Jerusalem Rovine ignote “Hic sunt dracones” o “hic…

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CONSAPEVOLEZZA SOGGETTIVA PER LA LIBERAZIONE DAL BIOPOTERE

LUCREZIA ROMUSSI Potere, una parola spesso usata, raramente compresa, e mai evitata, dal verbo latino poteo, in forma arcaica all’infinito posse, indica la capacità o disposizione di ” fare qualcosa” che nel tempo ha assunto anche l’accezione di “imporre il proprio volere a qualcun altro“. Potere, un vocabolo unico, dal significato astruso e contemporaneamente inconfondibile,…

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UN MONDO SENZA DIO: LA PROPOSTA DI BONHOEFFER

MATTIA ZANCANARO Hic sunt dracones («qui abitano i dragoni»)designa originariamente regioni geografiche inesplorate, ignote e presumibilmente pericolose (pericolose anche solo per il fatto di essere ignote). L’espressione è uscita velocemente dall’àmbito delle carte geografiche, per arrivare a indicare regioni inesplorate di qualsiasi tipo, dalla sfera della vita in comune a quella della propria intimità. Il…

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