Categoria: FILOSOFIA

GUERRA, 10, 60, MARZO 2026/ DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI/UNIVERSITÀ DI TRIESTE/ DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA/UNIVERSITÀ DELLA CAMPANIA

SCRITTI DI MAURIZIO BALISTRERI, TOMMASO GAZZOLO, PIER MARRONE,ALBERTO ANDRONICO, GASTONE BRECCIA, GIANFRANCO CARBONE, CARLO CHIURCO,EUSEBIO CICCOTTI, GABRIELE DE FILIPPO, ALESSANDRO DORIA, DANILO FACCA, ROBERTO FESTA, MARCELLO FLORES, FRANZ GUSTINCICH, GIUSEPPE IERACI,JACK DANIEL,KOR O’CONNEL,IRYNA LIASHCHENKO, CLAUDIA MANZIONE,GIAN MICALESSIN,LUCILLA MININNO, FABIO RAIMONDI, ANNA MARIA SASSONE, MARCO SETACCIOLI, FRANCESCO TONCICH, CESARE VETTER

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ALLA PACE PERPETUA

PIERPAOLO MARRONE Eppure, sarebbe così facile evitare di fare la guerra. Sarebbe sufficiente che ognuno se ne stesse per conto suo. Avrete notato che non ho scritto: “basterebbe che ce ne stessimo per conto proprio”. No, intendo proprio che ciascuno di noi, singolarmente, se ne stesse per conto proprio. Voi direte che non è una…

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IL REGNO DI MARTE. STRATEGIA, OPERAZIONI, TATTICA: NOTE SULLA SINTASSI DELLA GUERRA

GASTONE BRECCIA 1. Raccolta di informazioni, manovra, combattimento, approvvigionamento: ovvero intelligence, strategia, tattica, logistica. Questi, da sempre, sono i punti cardinali della guerra. Sun Tzu – il misterioso «maestro Sun» della tradizione cinese, vissuto attorno al 400 a.C. e autore di un testo straordinario, ancora oggetto di studio in tutte le accademie militari – considera…

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LE GUERRE DEI FILOSOFI

CARLO CHIURCO È lecito dubitare che la civilizzazione escluda necessariamente la guerra: lezioni dalla biografia militare di due grandi del pensiero È inevitabile che la guerra, con la sua capacità di perturbare completamente l’equilibrio della vita ordinaria, susciti l’interesse dei filosofi. Lo abbiamo visto e lo vediamo in questi anni di forte ripresa del confronto…

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VIVERE DOPO LA FINE: GUERRA, TRAUMA, INDIFFERENZA NELLA SOGGETTIVITÀ POSTMODERNA

GABRIELE DE FILIPPO 1.Vivere dopo la fine: il trauma come condizione del soggetto postmoderno La condizione del soggetto contemporaneo è segnata da una perdita radicale: la perdita di un mondo simbolicamente stabile entro cui l’esperienza possa trovare orientamento, continuità e senso. Non si tratta soltanto di ciò che è stato definito come “fine delle grandi…

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“CON ALTRI MEZZI”: GUERRA DIFFERITA, GIOCO E CONFLITTO SIMBOLICO

DANILO FACCA [Le riflessioni che seguono, non prive di accenti ottimisti, anzi vagamente utopistiche, sono maturate durante le recenti Olimpiadi di Milano – Cortina e sullo sfondo del conflitto armato che da 4 anni tormenta l’Europa Orientale, quindi prima dello scoppio della guerra scoppiata in Medio Oriente ai primi di marzo. Possono quindi sembrare superate…

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LA TENTAZIONE DELLA RESA

ROBERTO FESTA 1. Il mistero della finlandizzazione Alla fine degli anni Settanta, mi occupavo di logica induttiva, una branca esoterica della filosofia analitica che veniva studiata da una dozzina di persone in tutto il mondo, metà delle quali erano finlandesi. Toccai, quindi, il cielo con un dito quando, nel 1981, vinsi una borsa di studio…

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GUERRA E COLPO DI STATO NELL’EPOCA CONTEMPORANEA E NELL’ATENE DI TUCIDIDE

GIUSEPPE IERACI “Io odio questo mio libro. Lo odio con tutto il mio cuore.” Sono le parole che Curzio Malaparte scrive da Parigi nel maggio 1948 per introdurre la prima edizione italiana del suo Tecnica del colpo di Stato (p. 9 dell’edizione Adelphi, 2011, dalla quale sono anche tratte le citazioni successive), apparso in origine…

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SE VOGLIAMO LA PACE, PREPARIAMO IL DISARMO

CLAUDIA MANZIONE Chiunque, pensando alla guerra, ricorderà di averla studiata sin dalla più giovane età come evento storico locale e mondiale, oppure lasciandosi facilmente affascinare dai racconti delle ferocissime, quanto appassionate, battaglie tra Greci e Troiani. La guerra veniva allora rappresentata come una narrazione epica, in un contesto popolato da eroi, scontri memorabili e gesti…

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MACHIAVELLI: GIUSTA È LA GUERRA PER COLORO AI QUALI È NECESSARIA

FABIO RAIMONDI 1. Da secoli, i tentativi di escogitare criteri grazie ai quali fosse possibile definire “giusta” una guerra sono stati numerosi: dal dikaios polemos di Aristotele fino a Just and Unjust Warsdi Michael Walzer(1977), passando per pensatori del calibro di Cicerone, Agostino, Tommaso, Graziano, Vitoria, Sepúlveda e Grozio (solo per citare alcuni dei più…

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GUERRA, AMICIZIA E VERITÀ

CESARE VETTER Come si affronta una discussione sulla guerra con un amico che ha convinzioni molto diverse o addirittura opposte rispetto alla guerra?  Il dissenso può riguardare sia la guerra in quanto tale sia una specifica guerra. Nella situazione attuale tutti e due questi aspetti sono presenti. Dopo il 1945 ci sono stati centinaia di…

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À LA TARANTINO, 10, 59, GENNAIO 2026/ DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI/UNIVERSITÀ DI TRIESTE/ DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA/UNIVERSITÀ DELLA CAMPANIA

SCRITTI E IMMAGINI DI ERNESTO C. SFERRAZZA PAPA, TOMMASO GAZZOLO, SAVERIO FATTORI, PIER MARRONE, LUISA SODOMACO, CRISTINA RIZZI GUELFI, JACOPO VOLPI, FEDERICA CELENTANO, ENRICO PALMA, GABRIELE DE FILIPPO, NICOLÁS SALVI

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A TE CHE LEGGI – EDITORIALE

ERNESTO C. SFERRAZZA PAPA Ci vorrebbero parole che improvvisamente vomitassero sangue. Vorrei prendere le frasi, ridurle a monconi e tirarteli in faccia uno dopo l’altro, caro il mio lettore. Fosse per me, ti legherei a una sedia obbligandoti a guardarmi torturare, strizzare, mutilare questi disgraziati ammassi di segni. Non posso farlo, ma ti assicuro che…

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IPER-REALTÀ E VOCI DEGLI DÈI

PIER MARRONE La mente è vorace nelle sue fantasie. Nessun obiettivo le risulta sufficientemente lontano, a meno che non abbia da incappare in insormontabili paradossi logici, ma questo, come accade nei paradossi dell’onnipotenza, può accadere solo successivamente alla spinta dell’immaginazione verso i territori dell’impossibilità e della voracità. A chi di noi non è mai capitato…

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L’EMERGERE DEL FATTUALE E LA RESISTENZA DELLA RAGIONE: SULLE TRACCE DI TARANTINO

JACOPO VOLPI 1. Questo breve scritto non coltiva il desiderio di esprimere un’opinione definitiva su un problema spinoso, controverso, continuamente suscettibile di discussione e di critica. Cercando di trarre piccoli spunti di analisi da alcune opere cinematografiche tarantiniane, vuole solo provare ad abbozzare una prospettiva, a tracciare uno scorcio di riflessione su una questione, a…

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DISSEZIONARE/TRASFIGURARE L’UOMO: L’ENIGMA DEL POTERE NEL CINEMA DI TARANTINO

FEDERICA CELENTANO Quando si è posti dinanzi al compito di provare a dire qualcosa sulla esigua ma densa produzione tarantiniana si è sempre presi dalla tentazione di diventare impertinenti, provocatori, inutilmente eccessivi. Il rischio è sempre quello di incappare in una ruminante retorica della dissacrazione, o, al contrario, in un’analisi tecnica e asettica dei meccanismi…

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L’ESISTENZA COME CONTO APERTO: KILL BILL E LO SPIRITO DELLA VENDETTA

ENRICO PALMA La vendetta è un piatto che va servito freddo. È questa l’epigrafe di Kill Bill, il “quinto” film di Quentin Tarantino. Un’epigrafe delle più classiche, in effetti, un adagio che si sente spesso ripetere in occasione di un comportamento o di un progetto vendicativi su qualcuno o su qualcosa. Sul perché, poi, questo…

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“TI RICORDO?”: UN RACCONTO ISPIRATO AI PRESUPPOSTI FILOSOFICI DI TARANTINO

GABRIELE DE FILIPPO Il cinema di Quentin Tarantino è spesso associato alla violenza stilizzata e al gioco citazionista, ma una lettura filosoficamente attenta mette in luce un elemento più profondo e costante: la convinzione che il linguaggio non sia un semplice mezzo di comunicazione, ma una forza capace di produrre soggetti, gerarchie e mondi morali.…

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HANNAH ARENDT, 10, 58, NOVEMBRE 2025/ DIPARTIMENTO DI STUDI UMANISTICI/UNIVERSITÀ DI TRIESTE/ DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA/UNIVERSITÀ DELLA CAMPANIA

SCRITTI DI FERDINANDO MENGA, MAURIZIO BALISTRERI, PIER MARRONE,  FABIO CIARAMELLI, GIUSEPPE IERACI, TOMMASO CICCARONE, EUSEBIO CICCOTTI, ANDREA RACITI, ERNESTO C. SFERRAZZA PAPA, LETIZIA KONDERAK, PIER GIUSEPPE PUGGIONI, SANTE MALETTA  

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HANNAH ARENDT E L’EREDITÀ DELLA SUA “FILOSOFIA” A CINQUANT’ANNI DALLA MORTE – EDITORIALE

FERDINANDO MENGA È noto, a chi ha una certa dimestichezza con il pensiero di Hannah Arendt, quanto quest’ultima rifuggisse dall’essere definita “filosofa” in senso stretto. E questo chiaramente non in virtù di un sedicente esercizio di modestia intellettuale che l’avrebbe orientata a una forma di reticenza rispetto all’autoattribuirsi un privilegio troppo elevato: quello riservato, insomma,…

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E PLURIBUS UNUM? CIÒ CHE HANNAH ARENDT (NON) PUÒ INSEGNARCI SULLA DEMOCRAZIA

FERDINANDO MENGA I. La riflessione di Hannah Arendt attorno alla comunità politica rappresenta uno dei tentativi più significativi della filosofia contemporanea di ripensare il senso profondo dell’azione collettiva. Per Arendt, come è noto, la comunità politica è innanzitutto “spazio di apparizione”: un ambito nel quale gli individui si rendono visibili gli uni agli altri –…

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HANNAH ARENDT E IL VALORE POLITICO DELLA NASCITA:DIFENDERE L’UNICITÀ NELL’ERA DELLA PROGRAMMAZIONE GENETICA

MAURIZIO BALISTRERI Per Arendt, la natalità non è soltanto un fatto biologico, ma la categoria filosofica decisiva per comprendere l’umano: ognuno di noi entra nel mondo come un inizio radicale, come la possibilità di spezzare la continuità del già dato e di aprire scenari imprevedibili. La nascita è il luogo in cui l’essere umano manifesta,…

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ARENDT VS. TRUTH

PIER MARRONE Cosa c’entra la verità con la politica, ammesso c’entri qualcosa? Non è semplice dare una risposta a questa domanda così diretta e forse così ingenua. Il cinismo da sempre diffuso nei governati non è diverso oggi da quanto è con ogni probabilità stato in ogni società con una certa complessità. I politici pensano…

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HANNAH ARENDT: AMOR MUNDI E ONNIPOTENZA DELLA BANALITÀ

TOMMASO CICCARONE La traiettoria filosofica di Hanna Arendt viaggia sull’alterità; sulla questione dell’essere donna e dell’essere ebrea, all’interno del Nichilismo europeo.: la filosofia come il porre questioni nell’immanenza dell’Essere o, come direbbe Nietzsche, nel deserto del mondo contemporaneo. In-differenza, annichilimento dell’inter-esse, superfluità e abbrutimento dell’uomo e della “polis”; amputazione della trascendenza, “cristallizzazione del male”: è…

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HANNAH ARENDT (2012, MARGARETHE VON TROTTA).QUANDO IL CINEMA RACCONTA LA FILOSOFIA

EUSEBIO CICCOTTI Premessa. Il presente articolo rilegge il film Hannah Arendt (idem, 2012), di Margarethe von Trotta, proponendo una analisi di alcuni elementi del linguaggio filmico (diegesi, recitazione, montaggio, scenografia, regia, genere) al servizio di una riflessione filosofica. Più in particolare si tenterà di vedere come gli autori abbiano costruito un racconto cinematografico che non…

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