RIFORMA: CONSIDERAZIONI TRA FENOMENOLOGIA E SEMANTICA

GIUSEPPE BATTELLI

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 Parlando di riforma, in questi mesi di ricorrenza penta-centenaria è difficile sfuggire alla forza attrattiva dell’esposizione a Wittenberg delle 95 tesi di Martin Lutero. Troppo rilevante è stato lo spessore assunto progressivamente dall’atto compiutosi, per quello che è dato sapere e come la tradizione evangelica ha in ogni caso consacrato, il 31 ottobre 1517. E universale è il riconoscimento del carattere fondativo legittimamente attribuitogli nella memoria storica e nell’orizzonte simbolico del mondo della Riforma; e attraverso di essa, in una molteplicità d’implicazioni, il contributo al definirsi di taluni caratteri se non esclusivi perlomeno distinguenti la modernità occidentale. Continua a leggere “RIFORMA: CONSIDERAZIONI TRA FENOMENOLOGIA E SEMANTICA”

ALGORITMI ANIMALI

PIER MARRONE

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Osservo la mia gatta, bianchissima, che colonizza il mio letto la mattina e che ritrovo sempre, dopo avermi fatto la doccia, sopra le lenzuola, dove albergano ancora i residui del mio riposo notturno. Mi avvicino, lei si stiracchia, qualche volta sbadiglia, più spesso miagola e mentre le massaggio la pancia mi mordicchia le mani e vi struscia la testa per marchiarmi come un umano di sua proprietà, almeno così ho appresso da alcune letture etologiche. Le sue azioni mi sembrano in sé compiute e di facile lettura. Continua a leggere “ALGORITMI ANIMALI”

INDIVIDUO E COLLETTIVITÀ. RIFLESSIONI SULL’OPINIONE RICEVUTA NEL MONDO ANTICO

FRANCESCO ARONADIO

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C’è qualcosa di arcaico nella centralità dell’opinione ricevuta che oggi sperimentiamo, nella sua liberalità e nella sua costrittiva (e apparente) imprescindibilità. Se le fonti alle quali si attingono le informazioni si sottraggono a un severo ed efficace controllo da parte dei fruitori, è ben difficile che l’individuo possa a sua volta sottrarsi alla forza dell’opinione diffusa e al generico “si dice”. Oggi è una questione di ritmi accelerati, di generazione incessante di notizie, di proliferare di agenzie di d’informazione, di un aggrovigliarsi inestricabile di voci che nel vivere quotidiano non può che trasformarsi in rumore. Nel mondo arcaico era questione di staticità sociale, di un’esigenza di riconoscimento in collettività che la scarsità e la lentezza delle informazioni rendevano quasi impermeabili alle variazioni individuali e ai mutamenti di opinione. Continua a leggere “INDIVIDUO E COLLETTIVITÀ. RIFLESSIONI SULL’OPINIONE RICEVUTA NEL MONDO ANTICO”

GLI ENDOXA IN ARISTOTELE E OGGI

ENRICO BERTI

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Premessa

Da un po’ di tempo si fa un gran parlare di endoxa, sia tra gli studiosi di Aristotele o di filosofia antica, sia tra i filosofi in generale. Per quanto riguarda Aristotele, il fenomeno è probabilmente una conseguenza dell’interesse, sviluppatosi tra gli specialisti, per la sua dialettica, dopo che alcuni studi fondamentali della seconda metà del Novecento (Owen in Inghilterra, Aubenque in Francia, Wieland in Germania) hanno mostrato come lo Stagirita si serva spesso di questa tecnica argomentativa nei suoi trattati, mentre altri ne hanno contestato l’importanza. Continua a leggere “GLI ENDOXA IN ARISTOTELE E OGGI”

L’AGORÀ POSSIBILE. CITTADINANZA E SPAZIO PUBBLICO

PAOLO CASCAVILLA

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Conoscenze e trasparenza. Platone nel Protagora dice che l’arte politica appartiene a tutti. Gli uomini cercano di radunarsi e salvarsi e fondano la città, ma appena si incontrano, iniziano a maltrattarsi, privi di arte politica. E si disperdono di nuovo. Zeus teme l’estinzione della specie e invia Hermes, per portare tra gli uomini senso del rispetto e della giustizia, far nascere ordinamenti civili e legami, creare amicizia e fratellanza. “Ma – chiede Hermes a Zeus – in che modo distribuire rispetto e giustizia? Come le altre abilità tecniche, che sono state date, non a tutti, ma ad alcuni?” “A tutti – risponde Zeus – a tutti bisogna dare quest’arte: perché altrimenti non potranno esistere le città”. Continua a leggere “L’AGORÀ POSSIBILE. CITTADINANZA E SPAZIO PUBBLICO”

L’INTRADUCIBILE

FABIO CIARAMELLI

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Umberto Eco scelse un titolo brillante e profondo per il suo libro sulla traduzione: Dire quasi la stessa cosa.

Perché “quasi”? Per quale ragione, risulta strutturalmente impossibile, passando da una lingua a un’altra, e dunque traducendo, dire proprio la stessa cosa?

Ma quale potrebbe essere “la stessa cosa”? Quale potrebbe essere questa misteriosa “cosa” che tanto la nostra lingua quanto le lingue straniere ricoprirebbero o rivestirebbero, ma che, imperturbabile a queste vicissitudini, dovrebbe mantenere in sé stessa inalterata la sua essenza originaria? Continua a leggere “L’INTRADUCIBILE”

ALLA FINE DI UN SOGNO STORICISTA

RICCARDO DAL FERRO

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Stanotte ho sognato di poter prevedere, sulla base delle mie conoscenze storiche e filosofiche, tutto ciò che accadrà nei prossimi dieci anni. Fortunatamente poi mi sono svegliato tutto sudato.
Quant’è forte la tentazione di poter utilizzare le proprie competenze per avere chiaro quello che avverrà di noi e del mondo tra qualche giorno, anno, decennio? La tentazione è forte perché il futuro è l’incognita che tutti condividiamo e sulla quale ogni essere umano, nessuno escluso, cerca di capire qualche cosa di più, fallendo miseramente ad ogni occasione. Continua a leggere “ALLA FINE DI UN SOGNO STORICISTA”