RIFORMA: CONSIDERAZIONI TRA FENOMENOLOGIA E SEMANTICA

GIUSEPPE BATTELLI

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 Parlando di riforma, in questi mesi di ricorrenza penta-centenaria è difficile sfuggire alla forza attrattiva dell’esposizione a Wittenberg delle 95 tesi di Martin Lutero. Troppo rilevante è stato lo spessore assunto progressivamente dall’atto compiutosi, per quello che è dato sapere e come la tradizione evangelica ha in ogni caso consacrato, il 31 ottobre 1517. E universale è il riconoscimento del carattere fondativo legittimamente attribuitogli nella memoria storica e nell’orizzonte simbolico del mondo della Riforma; e attraverso di essa, in una molteplicità d’implicazioni, il contributo al definirsi di taluni caratteri se non esclusivi perlomeno distinguenti la modernità occidentale. Continua a leggere “RIFORMA: CONSIDERAZIONI TRA FENOMENOLOGIA E SEMANTICA”

ERETICO, CORSARO, LUTERANO

MARCELLO MONALDI

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Chi si è definito tale (corsaro, eretico, luterano) non è Martin Luther o Lutero, il capofila dei riformatori cinquecenteschi della chiesa cattolica romana, bensì Pier Paolo Pasolini, che a dire il vero si è definito così per via indiretta, cioè attraverso le opere, o meglio attraverso i titoli di certe sue opere (in ordine di apparizione: Empirismo eretico (1972), Scritti corsari (1975), Lettere luterane (1976)). Continua a leggere “ERETICO, CORSARO, LUTERANO”

GIUSEPPE GANGALE A 500 ANNI DALLA RIFORMA

FRANCESCOMARIA TEDESCO

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Quella di Martin Lutero che, il martello ancora in mano, indica la sua Disputatio pro declaratione virtutis indulgentiarum affissa sul portale della Schlosskirche di Wittenberg è l’immagine che riprende la testimonianza di Melantone su uno dei gesti più rivoluzionari della storia dell’umanità. A dipingerla, in un ciclo di raffigurazioni della vita di Lutero, il pittore belga Wilhelm Ferdinand Pauwels, il quale, riprendendo quella tradizione iconografica, celebrò così il Riformatore proprio nel castello medievale di Wartburg, in Turingia, dove Lutero aveva tradotto in tedesco il Nuovo Testamento. Continua a leggere “GIUSEPPE GANGALE A 500 ANNI DALLA RIFORMA”

L’UMILIAZIONE DEI POTENTI

MARCO CANDIDA

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Mi sveglio. Sono le sette e sette del mattino. Scuoto la testa confusa. Non può essere siano le sette e sette, a meno che… A meno che non sia un prodigio. Sono tornata indietro nel tempo. Il nastro è stato riavvolto oppure ho sognato, anche se è stato un sogno molto vivido. Altrimenti, gli orologi di casa sono rotti. Sempre che… Un momento! No!, non è un miracolo. Mi sono assopita. Addormentata qui sul divano. Secca. Quanto ho dormito? Quante ore? Moltissime. Moltissime ore. Come mai? Com’è possibile mi sia mangiata una giornata in questa casa meravigliosa? Che sciocca! Come posso essere stata tanto stupida?! Forse perché scrivere a un ritmo simile, vivere in una sorta di stato di onniscienza…: non è cosa da lasciarti indenne anche nella casa benedetta. Mi stanco. Necessitavo ricaricare le pile. Specialmente ora. Sono in procinto di incontrare Teresa, Caterina e Chiara e terminare il saggio assieme a loro. Continua a leggere “L’UMILIAZIONE DEI POTENTI”

LA TEOLOGIA DEI DEPECHE MODE: ANTIPELAGIANESIMO, COLPA, REDENZIONE

PIER MARRONE

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Nascita dell’individualità, focalizzazione sulla interiorità del soggetto che diviene un centro significativo di esperienza proprio in quanto unità individuale e non perché inserito in una rete di relazioni che casomai sono ontologicamente e logicamente successive all’esistenza dell’individuo: tutto questo e molto altro ancora una ampia tradizione culturale connette al fenomeno della Riforma. Continua a leggere “LA TEOLOGIA DEI DEPECHE MODE: ANTIPELAGIANESIMO, COLPA, REDENZIONE”

IL SILENZIO DELLA RIFORMA: FEDE E LAICITÀ, TRA LUTERO E KIERKEGAARD

RICCARDO DAL FERRO

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Scriviamo sempre l’ultima parola, l’ultima frase del mondo, in modo da esaurire tutto quel che c’è da dire. Come diceva Michel Foucault: “A dire il vero, quello che uno sta scrivendo nel momento in cui scrive, l’ultima frase dell’opera che sta finendo, è anche l’ultima frase del mondo, così che poi non c’è più niente da dire.” Continua a leggere “IL SILENZIO DELLA RIFORMA: FEDE E LAICITÀ, TRA LUTERO E KIERKEGAARD”

CONSEGUENZE DELLA RIFORMA

DEBORA SPINI

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Cinquecento anni dopo l’affissione delle tesi contro la teologia scolastica alla porta della cattedrale di Wittenberg, un Lutero sorridente con la penna d’oca in mano è stato nel 2017 il giocattolo più venduto dalla Playmobil; sull’onda di quel successo, la ditta tedesca che ha prodotto anche un’animazione  sulla vita del Riformatore  rappresentata tutta da pupazzetti componibili. Continua a leggere “CONSEGUENZE DELLA RIFORMA”