Categoria: Endoxa

UNCANNY

CRISTINA RIZZI GUELFI Avete scambiato la semplicità con la piccolezza, la modestia con il vuoto, la sintesi con la banalità. Voi avete preso la nostra lucidità e ci avete dato un falso nome. Avete tentato di venderci menzogna, lo avete fatto con la tenerezza di chi tenta la fuga disperata.

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IL PERTURBANTE COME FATTORE POLITICO

FERDINANDO MENGA Das Unheimliche: negazione, sottrazione Nel suo saggio su Il perturbante, di cui quest’anno ricorre il centenario, Freud, com’è noto, si concentra, tra le tante cose, sulla peculiare oscillazione semantica – e al contempo chiaramente psichica – a cui è esattamente la negazione contenuta nell’aggettivo tedesco un-heimlich a rimandare: ciò che inquieta, estranea, turba,…

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IN DIFESA DELLA PENA DI MORTE

PIER MARRONE Freud inizia il suo lavoro su quanto chiama il perturbante con una sorta di excusatio non petita: la psicanalisi molto raramente si occupa di problemi che hanno a che fare con l’estetica, anche quando con estetica non si intenda solo la teoria del bello, ma l’indagine generale sui sentimenti umani. È una giustificazione…

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IL PERTURBANTE

VOLFANGO LUSETTI Il tedesco “Das Unheimliche”, letteralmente “non familiare” (il contrario di “heimlich”, da “heim”, casa) è un termine utilizzato da Sigmund Freud per esprimere la paura che si prova quando qualcosa viene avvertita come allo stesso tempo familiare ed estranea, e genera pertanto confusione, angoscia e un senso, contemporaneamente, di vicinanza e di lontananza.…

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LA LETTERATURA FANTASTICA E IL PERTURBANTE: TRA ESITAZIONE ED INCERTEZZA ESISTENZIALE

  IVAN CORRADO “Spesso e volentieri ci troviamo esposti a un effetto perturbante quando il confine tra fantasia e realtà si fa labile, quando appare realmente ai nostri occhi qualcosa che fino a quel momento avevamo considerato fantastico, quando un simbolo assume pienamente la funzione e il significato di ciò che è simboleggiato”.

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UNA BAMBOLA

TOMMASO GAZZOLO A living doll, everywhere you look. It can sew, it can cook, It can talk, talk, talk. Sappiamo come una certa identificazione sia ciò che “anima” la bambola nel modo che ci è, purtroppo, più “familiare”, a partire da una pedagogia che ci fa trovare “naturali” «quelle bimbette che giocano alle signore, si…

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IL PERTURBANTE COME REGOLA

FABIO CORIGLIANO “Quello che prima mi parve un caso, assunse per me un carattere inquietante e sgradevole”. (Walter Benjamin) Secondo Gaston Bachelard il senso della casa, il suo significato profondo, “dimora” nel suo porsi a difesa dell’intimità, nel suo essere una negazione di ciò che sta al suo esterno per affermare invece la potenza della…

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“VEDERSI COME UN ALTRO”: CONSIDERAZIONI SUL PERTURBANTE E LO SPECCHIO

ELEONORA CORACE L’esperienza del riflettersi allo specchio per l’essere umano è tanto abituale quanto enigmatica. Sotto la polvere del quotidiano che ci vede impegnati a ripetere questo gesto decine di volte al giorno, si annida qualcosa di ambiguo e forse un po’ inquietante. Il problema è che l’immagine che viene riflessa non è mai come…

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BARBIE A ROTELLE

FABIO POLIDORI È notizia relativamente recente: «Barbie unveils line of inclusive dolls with disabilities», ovvero «Barbie presenta la linea inclusiva di bambole con disabilità». Forse siamo in presenza di un mutamento epocale, dato che sino a poco fa le «linee» di maggiore successo si qualificavano soprattutto come esclusive, e non inclusive; ma tant’è.

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WRAPPED AROUND YOUR FINGER

PIER MARRONE Il nostro tempo  e il mondo della nostra esperienza sono limitati dalla nostra natura finita, almeno per ora. Per questo siamo costretti a fissare dei confini, anche dove non vorremmo, selezionando ciò che desideriamo fare e escludendo ciò che ci sembra andare nella direzione di esperienze che non desideriamo fare. Escludere non è…

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INCLUSIONE/ESCLUSIONE: IL CORPO EBREO TRA “MURI, SCOMPARSE, CIRCOLARITÀ”

MASSIMILIANO SPANU Ricordare la Shoah, dunque, è senz’altro dare corpo ebreo ad altri, permettere d’incarnare i ricordi. Tuttavia, è anche, appena, in qualche forma, tradire quei corpi. E infatti la tensione alla riproduzione di “corpi”, e poi la resa alla loro sparizione, rimane centrale nella fotografia israeliana d’ultima generazione.

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ESCLUSIONE E INCLUSIONE ALLA LUCE DEL PARADIGMA RIPARATIVO

GIOVANNI GRANDI Esclusione e inclusione: opposizione e asimmetria Esclusione e inclusione sono indubbiamente due processi di segno opposto ma non vanno pensati come due possibilità speculari a cui ogni comunità può guardare a partire da una ipotetica posizione di equilibrio: si tratta infatti di movimenti correlati e più precisamente caratterizzati dal fatto di essere il…

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L’INCLUSIONE DIFFICILE

LUCA GRION Il linguaggio quotidiano tende a legare strettamente giustizia, diritti e inclusione. Li considera, per così dire, come tre aspetti caratteristici di un unico territorio e ritiene che dove ve ne sia uno debbano ricorrere anche gli altri due. Credo che sia utile riflettere su questa persuasione, chiedendoci se le cose stiano davvero così…

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INCLUDERE ESCLUDENDO: L’ANIMALITÀ (BREVE EXCURSUS DI BIOFILOSOFIA)

ELEONORA CORACE “Un soggetto quando dice io, traccia un confine”. Prendiamo in prestito questa citazione tratta da Filosofia dell’animalità (2013) di Felice Cimatti per soffermarci su un’immagine: quella di un Ego che nell’atto stesso di nascere e pronunciare per la prima volta il fatidico pronome personale “Io”, rompe con la continuità degli enti del mondo,…

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