IDIOSINCRASIE – EDITORIALE

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RICCARDO DAL FERRO

La repulsione, il rifiuto e il rigetto sono forze talmente potenti da stare al di fuori del nostro controllo. In effetti, sono quasi tutti termini che si riferiscono ad un respingimento istintivo, organico: si rigetta un organo trapiantato, si prova repulsione per un agente alieno, patogeno, si rifiuta ciò che è incompatibile non solo intellettualmente, ma anche e soprattutto fisiologicamente.

Per questo “idiosincrasia” è una parola tanto potente, presa a prestito dal greco antico e riportata in auge durante il Rinascimento, soprattutto nel gergo medico. L’idiosincrasia è l’atto di rifiuto più basilare, fondamentale e inestirpabile, e designa ciò che raggiunge un grado quasi ontologico di incompatibilità.

Ogni individuo, ogni cultura, ogni società, persino ogni elemento chimico possiede le sue idiosincrasie, ed è soprattutto attraverso di esse che quell’individuo, quella cultura, quell’elemento chimico può essere definito nella sua identità: cos’altro è l’identità se non la serie di elementi diversi da noi che rigettiamo senza possibilità di appello?

Idiosincratica è la parola che ci fa ribrezzo e che desideriamo espellere dal nostro vocabolario, la parola che determina lo spirito linguistico di un popolo soprattutto attraverso ciò che quel popolo rifiuta di dire. Idiosincratica è l’idea politica che una comunità desidera espungere dal proprio territorio e discorso collettivo perché ripugna l’idea che essa stessa ha auto-prodotto e che perciò determina quello che è. Idiosincratico è l’individuo che non faremmo mai entrare in casa nostra e che proprio per questo definisce più di qualsiasi altra cosa la qualità del focolare domestico che vogliamo proteggere.

L’idiosincrasia è il confine entro il quale ci sentiamo di poterci definire “umani” per quanto un’epoca possa permetterci, oltre il quale desideriamo lanciare tutti gli elementi che non fanno parte dell’immagine auto-prodotta di noi stessi, sia come individui che come comunità.

Perciò noi di Endoxa abbiamo voluto proporre le riflessioni sul concetto di “Idiosincrasia” da un punto di vista filosofico e non solo. E se qualcuno, leggendo queste pagine, proverà una repulsione atavica e innominabile, probabilmente saremo noi ad aver delineato quel confine e quel limite così fecondo per il pensiero.

Ma non odiateci troppo, anche noi abbiamo le nostre idiosincrasie.

 

Foto di Kaboompics .com da Pexels

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