QUELLO CHE WIKIPEDIA NON DICE (IL PREZZO DELL’IMMORTALITÀ)

 

JURI CAMBARAU

buks-graveMontale fu un giovinetto dalla salute malferma, per questo lo fecero ragioniere, per la brevità degli studi.

Calvino impara a camminare dentro un grande bungalow del colorato giardino botanico tropicale diretto dai genitori a San Cristóbal de La Habana. Impara a leggere con la camicia nera dei BALILLA a Sanremo. Scrive il suo primo romanzo da partigiano sulle alpi marittime.

Borges la vigilia di Natale del ’38 in seguito a una ferita alla testa dovuta a un banale trauma in casa, va in setticemia. Vede la sua vita svolgersi in un riassunto: Buenos Aires a nove anni mentre traduce racconti di Oscar Wilde, la Svizzera, Siviglia, Madrid, la cecità di suo padre. A capodanno riapre gli occhi (i suoi, non quelli del padre). E’ vivo anche se Alexandre Fleming ancora non dominava le sue muffe, nonostante Ernst Chain e Howard Walter Florey riuscirono ad ottenere penicillina in forma pura solo nel ‘45.

1884, il signor Hermann Einstein mostra una bussola tascabile al figlio Albert di cinque anni, il quale realizza che qualcosa nello spazio “vuoto” agiva sull’ago spostandolo in direzione del nord. A trent’anni quel ragazzo è un uomo la cui figlia Lieserl, nata di gennaio, morì di scarlattina l’anno seguente. In seguito quell’uomo, sorridendo, disse: “Il caso è la via che Dio usa quando vuole restare anonimo”. Se ne andò per un aneurisma addominale.

A Los Angeles un immigrato italiano originario di Torricella Peligna di nome John Fante si racconta come Arturo Bandini. Realtà è finzione non riconoscono i confini. Il suo alter ego non prese il diabete. Lui invece morì completamente cieco e con le gambe amputate.
Fante era il Dio di Bukowski.

Il 3 ottobre 1965 all’ospedale Meyer di Firenze, mentre il figlio di 5 anni muore di tumore, Carmelo Bene trova un libro lasciato in sala d’aspetto da un professore di Ventimiglia. È l’Ulisse di James Joyce. Quel libro lo affascina a tal punto da sconvolgerne il modo di pensare, sottraendogli gli ultimi residui di esistenzialismo.
Da quel giorno Bene diventa «regista di se stesso».

Natale ’83, i coniugi Cambarau rimangono svegli tutta la notte davanti alla strana prospettiva di migrare in Australia. Fissano all’infinito il voucher Alitalia. Fiumicino/Sidney, solo andata. Quella rimase soltanto una prospettiva di futuro. Gli mancò il coraggio. Per consolarsi nove mesi più tardi nacque la loro seconda figlia.
Il primo invece, qualche anno più avanti, incappò in una di quelle domeniche pomeriggio che ti cambiano la vita. In un baleno capì che la leggerezza abita nella città dell’intelligenza, dove tutti, belli e brutti, idioti o filosofi, galleggiamo nel caso.

 Arriviamo per caso.

Ce ne andiamo per caso.

Nell’intervallo siamo ingegneri di destini, interior designer di vite costantemente in ristrutturazione, idraulici di emozioni, elettricisti di stupore, allevatori di noi stessi, mezzadri sempre chini sul terreno incolto di passioni e amori mai completamente vissuti, mai completamente risolti.

Fa da sé che…
…ah dimenticavo!
Bukowski era un postino di Los Angeles.
Lo accompagnarono alla fine, in fila indiana, una tubercolosi e una leucemia fulminante.
Sulla sua lapide c’è scritto “Don’t Try”.

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