L’IMMORTALITÀ FRA DESIDERIO E FRUSTRAZIONE

ELENA BETTINELLI

bettinelli“Del sindaco di un villaggio della Moravia, dove da ragazzo andavo spesso in gita, si diceva che a casa avesse una bara pronta per il suo funerale, e nei momenti felici, quando si sentiva eccezionalmente soddisfatto di sé, vi si coricava dentro e immaginava il suo funerale. In vita sua non conosceva niente di più bello di quei momenti trascorsi a sognare nella bara: era assorto nella sua immortalità” (Milan Kundera, L’immortalità, 1990, p. 62).

IL FASCINO DELLA MORTALITA’

Gli esseri umani, specie unica all’interno del mondo animale, hanno la capacità non soltanto di esprimersi verbalmente secondo linguaggi articolati ed estremamente complessi, ma possiedono la voluttuosa tendenza (almeno alcuni) ad elaborare pensieri astratti, rappresentazioni simboliche, del tutto sganciate da contesti concreti e in assenza di referenti fisici. Continua a leggere “L’IMMORTALITÀ FRA DESIDERIO E FRUSTRAZIONE”

QUELLO CHE WIKIPEDIA NON DICE (IL PREZZO DELL’IMMORTALITÀ)

 

JURI CAMBARAU

buks-graveMontale fu un giovinetto dalla salute malferma, per questo lo fecero ragioniere, per la brevità degli studi.

Calvino impara a camminare dentro un grande bungalow del colorato giardino botanico tropicale diretto dai genitori a San Cristóbal de La Habana. Impara a leggere con la camicia nera dei BALILLA a Sanremo. Scrive il suo primo romanzo da partigiano sulle alpi marittime. Continua a leggere “QUELLO CHE WIKIPEDIA NON DICE (IL PREZZO DELL’IMMORTALITÀ)”

LE PROVE DEL DISCORSO

MARCO CANDIDA

colin-mccahonUn giorno gli apostoli Natanaele, Filippo e Iacopo scoprono che il loro Maestro Gesù sta facendo le prove di uno dei suoi discorsi nella casa di Simon Pietro.

Si trovano nel villaggio di Nahum sulle rive nord-occidentali del lago di Gennesaret. Stanno ritornando da una passeggiata sulle sponde del lago. Il sole cala all’orizzonte prendendo via via sfumature arancione. Sanguina sul cielo turchese. Il cielo e il sole sembrano avere i colori della tunica e del mantello dell’apostolo Filippo. Continua a leggere “LE PROVE DEL DISCORSO”

L’IMMORTALITÀ NEL SECOLO DELLE IDEE ASSASSINE

ROBERTO FESTA

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Gli anni della nostra vita sono settanta, e se si è robusti, ottanta
e il loro agitarsi è fatica vana: sì, passano presto e noi voliamo via.
Salmo 90 (89), 10 (traduzione di G. Ravasi)

 

Giancarlo Pajetta, il marxismo e il test dell’asteroide

Giancarlo Pajetta, uno dei più importanti dirigenti comunisti del secondo dopoguerra, era famoso per la sua sanguigna franchezza. Nel corso di un’intervista rilasciata in vecchiaia rivelò che talvolta, quando non riusciva a prendere sonno, era assalito dall’immagine di un grosso asteroide che piombava sulla Terra sterminando l’umanità. Questa possibilità faceva vacillare la sua fiducia nella capacità del marxismo di spiegare l’intera storia umana. Infatti, di fronte a catastrofi cosmiche di questo genere, il marxismo restava perfettamente muto.

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KANT, BORGES, DERRIDA: IMMORTALITÀ E CARNALITÀ

PIER MARRONE

jorge-luis-borges-5L’immortalità, ancora prima di essere un problema relativamente alla sua esistenza, a me sembra soprattutto una serie di domande. Ad esempio e alla rinfusa: immortalità di chi?, immortalità di che cosa? immortalità in virtù di che cosa?, immortalità per che cosa?, immortalità da quando? Tutte queste domande, e altre ancora, sopportano una molteplicità di risposte. E poi occorre aggiungere anche la domanda sul valore dell’immortalità: l’immortalità è un bene? è un bene eterno? ci si annoia ad essere immortali?

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DALL’ALBUM “FERLÌZZE”: ARATRECILLE (IL PICCOLO ARATRO) OVVERO MORTE, RESURREZIONE E METAMORFOSI DEL TERRAZZANO FOGGIANO

GIANNI PELLEGRINI

Il “ferlìzze”, seggiolino fatto di fusti di ferula secchi e intrecciati, è un oggetto umile che in questo album diviene simbolo di una etnia foggiana, il terrazzano, che oggi non esiste quasi più. Personaggio anarcoide, esistito fino alla metà del Novecento circa, il terrazzano vive di raccolta, caccia e pesca di palude, quasi mai sotto padrone, povero ma dignitoso, paziente e tenace. Questo lavoro discografico coglie e racconta in versi alcuni aspetti incredibili ed affascinanti di questa etnia, come la capacità di vivere fin quasi ai giorni nostri in maniera pressoché primitiva, sviluppando diverse tecniche di caccia, perlopiù a volatili, in particolare alle taragnole (allodole). Continua a leggere “DALL’ALBUM “FERLÌZZE”: ARATRECILLE (IL PICCOLO ARATRO) OVVERO MORTE, RESURREZIONE E METAMORFOSI DEL TERRAZZANO FOGGIANO”

L’IMMORTALITÀ È PRENDERE POSSESSO DELLA PROPRIA COSCIENZA PER USUCAPIONE

CRISTINA RIZZI GUELFI

1bL’immortalità è fatta di frammenti. Influenze involontarie, incroci visivi, un album di fotografie mentali sparse alla rinfusa. Un minuscolo Robert Capa svogliato che immortala particelle di vita e tutto diventa un libro giallo con le ultime pagine strappate. Una visione ipertricotica del mondo. Come L’inferno comincia nel giardino di Lethem con le sue streghe erotiche, le merende negate, le incursioni nel mondo della morte,  il ritorno periodico alla vita dopo aver combattuto in un giocoso e ripetitivo universo parallelo popolato da cani robot. L’immortalità è il vociare tremante e approssimativo degli interrogativi sfiancanti. Il suono delle monete sporche, tutte in fila nella mia tasca. Cartoline noiose da un posto lontano, così lontano da essere solo un puntino. Continua a leggere “L’IMMORTALITÀ È PRENDERE POSSESSO DELLA PROPRIA COSCIENZA PER USUCAPIONE”