VOTA ANTONIO LA TRIPPA: SU ALCUNE DEVIANZE DIGITALI DEI TEMPI ATTUALI

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“Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.” Costituzione Italiana – Art. 48.

Il grande inganno

La pandemia ci ha visto lottare con un atteggiamento nuovo, diverso, inaspettato. Non avevamo mai colto a pieno la possibilità che il mondo parallelo al reale, quello digitale, ci offriva. Spesso si associa l’altro mondo al gioco, divertimento, svago, tutt’al più all’e-commerce ma pochi scorgono i ponti che collegano questi due mondi. C’è uno scambio intensivo di informazioni. C’è un andirivieni del vissuto tra questi mondi diversi. Le cose sono cambiate. Oggi la tecnologia cambia gesti che abbiamo compiuto per una vita. Possiamo relazionarci con la Pubblica Amministrazione online, lo troviamo comodo, ci sentiamo anche meno frustati perché non siamo costretti a fare ore e ore di fila. Possiamo pagare comodamente da casa bollette e tasse. Possiamo anche permetterci di sperimentare modi diversi di approcciarci all’apprendimento con tecniche di Didattica Digitale. Restare in comunicazione con i colleghi per la riunione senza la necessità di spostare più le persone, ma spostando le informazioni. Nella sfera del sociale, poi, ci sentiamo costantemente vicini a tutti i nostri amici e famigliari, abbiamo insomma un beneficio generale da questi ponti che collegano il mondo del reale a quello del digitale. Abbiamo capito che il digitale, e le sue conseguenze, non sono limitate e vincolate solo a quel mondo ma intaccano e si riflettono nella vita quotidiana. Ci abbiamo guadagnato? Siamo diventati migliori come società?

Forse.

Sicuramente un guadagno sociale ci è stato. L’uso delle tecnologie ci ha permesso di vivere in un modo “innovativo” la crisi della pandemia da covid-19. Ci ha permesso di svolgere la maggior parte dei compiti che svolgevamo prima del virus in un modo che qualche decennio fa non sarebbe stato possibile. Ma non è tutto oro ciò che luccica, può magari essere bronzo. L’essere stati costretti ad attraversare il ponte velocemente e aver compreso altrettanto celermente quali sono i benefici del mondo digitale non ci deve far seppellire il senso critico e responsabile.

Molti avanzano dubbi, ci sono domande senza risposta ed è giusto soffermarsi criticamente a riflettere su questi temi.

Il sé narrante della società.

Ognuno di noi si costruisce un senso della propria vita, ognuno di noi costruisce i ponti più opportuni per passare dal mondo del digitale al mondo reale. La psicologia chiama questo sistema interiore di ogni essere umano che prende l’ingarbugliata matassa della vita e, per quanto possibile, ne ricava un filo apparentemente logico e coerente il sé narrante. Jorge Luis Borges in un suo racconto, Un problema, pone una domanda sulla figura di don Chisciotte, l’eroe eponimo della celebre opera di Miguel de Cervantes. Anche don Chisciotte si costruisce un mondo immaginario in cui lui è cavaliere con il compito di combattere i giganti e salvare la principessa Dulcinea del Toboso. Nella realtà, don Chisciotte non è altri che Alonso Quijano, un anziano signorotto di campagna, la nobile Dulcinea una rozza contadina di un vicino villaggio e i giganti degli innocui mulini a vento. Che cosa accadrebbe, si chiede Borges, se in preda a queste fantasie don Chisciotte aggredisse e uccidesse una persona in carne e ossa? L’autore pone una domanda fondamentale che riguarda la condizione umana: che cosa succede quando il nostro sé narrante danneggia gravemente noi stessi o le persone che ci circondano? Per Borges sono possibili tre risposte.

La prima: non succede niente di particolare. Don Chisciotte non è minimamente turbato dal fatto di aver ucciso un uomo vero. Le sue alterazioni della realtà sono così efficaci che lui non è in grado di riconoscere la differenza tra il commettere un omicidio e il duellare con giganti immaginari dalle sembianze di mulini a vento.

La seconda risposta è che, dopo aver ucciso, don Chisciotte viene scaraventato violentemente nel modo della realtà e si sveglia per sempre dal suo mondo immaginario.

La terza opzione, molto più complessa e profonda, pone don Chisciotte nella finzione fino a quando combatteva giganti immaginari ma dopo aver ucciso qualcuno nella realtà, però, egli si aggrapperà alle sue fantasie con tutte le forze, perché soltanto quelle potranno dare un senso al tragico misfatto. In altre parole Borges ci sta dicendo che gli esseri umani gestiscono il loro sé narrante in modo da adattarlo il più possibile alle proprie esperienze. In modo paradossale, più ci sacrifichiamo per una storia di fantasia, più ci attacchiamo a essa con tenacia, perché vogliamo disperatamente dare un senso a quei sacrifici e alle sofferenze che abbiamo causato.

Prendendo spunto da questi pensieri di Borges, cosa succede se è tutta una società ad aggrapparsi ad un mondo “altro” per dare un senso a sacrifici e sofferenze che viviamo nel mondo reale? Non è che per molti allargare i ponti di accesso al mondo del digitale è il modo per risolvere problemi o superare ostacoli senza comprendere cosa succede nel mondo reale?

Dubbi, inganni, deviazioni che ci portano a pensare che tutto, ma proprio tutto, del mondo digitale sia meglio del mondo reale.

Il voto online

Queste domande sono alla base di una grande riflessione che ciclicamente torna in voga in questo periodo storico circa il voto elettronico.  “Il voto elettronico è ormai una realtà in ogni ambito. È arrivato il momento di approvare la proposta di legge alla Camera e di applicarlo già prossime elezioni per venire incontro a chi lavora o studia lontano da casa.” È l’ultimo proclama di un esponente politico nei giorni di oggi.

I computer e Internet hanno portato grandi vantaggi: migliorato l’efficienza, l’affidabilità e la comodità di molti aspetti della vita quotidiana. Quindi alcuni sono portati a chiedersi: “perché non votiamo online?”. Votare online sembra incredibilmente conveniente, bastano pochi tocchi su un telefono da qualsiasi luogo, senza interrompere la routine quotidiana, senza staccare dal lavoro o aspettare del tempo in coda. Tuttavia, votare online ha un difetto fatale: i sistemi di voto online non sono invulnerabili: attacchi hacker su ampia scala, sono difficili da rilevare e più facili da eseguire rispetto ad attacchi analoghi contro sistemi di voto cartacei.

Sebbene la convenienza e l’efficienza siano proprietà essenziali dei sistemi elettorali, così come lo è la sicurezza, questi obiettivi devono essere bilanciati e ottimizzati tutti insieme. Un sistema elettorale è inefficace se uno qualsiasi di questi obiettivi è compromesso.

Esporre i nostri sistemi elettorali a gravi fallimenti è un prezzo troppo alto da pagare per la comodità di votare dai nostri telefonini. A che serve votare comodamente sul telefono se si ottiene poca o nessuna certezza che il proprio voto verrà conteggiato correttamente?

Molti sono tentati di correre il rischio. Si sente spesso dire: riescono a muovere milioni di euro online, si riesce a fare la spesa su piattaforme digitali, si gestiscono efficacemente conti correnti bancari… ma perché i soldi non sono importanti come il voto? No i soldi sono meno importanti del voto!

La banca, il negozio online, possono correre il rischio di sbagliare! Corrono il rischio che la carta di credito di un cliente possa essere clonata, che ci sia un furto di identità, sono pronti a pagare per rimediare al danno perché il guadagno che ricevono da questo sistema è enormemente maggiore rispetto al prezzo da pagare per possibili fallimenti. Non solo, i governi possono anche fornire ricorso legale alle vittime. Ma per le elezioni non ci può essere alcuna assicurazione o ricorso contro un fallimento della democrazia: non c’è modo di rimettere il voto degli elettori di nuovo integro dopo un’elezione compromessa.

Un’altra differenza sostanziale per cui la minaccia del banking online, dello shopping o delle criptovalute differisce da quello delle elezioni è il livello di abilità e gli obiettivi dell’avversario. Le elezioni sono obiettivi di alto valore per gli aggressori. Questi aggressori non sono dei semplici hacker che hanno il fine delle transazioni finanziarie fraudolente, ma gli hacker sono altri stati-nazione che hanno interesse a modificare o minare la fiducia nei risultati elettorali dello stato-nazione concorrente.

Un elettore tecnicamente non sofisticato sarà attaccato dagli avversari più sofisticati del mondo.  E come si fa ad essere sicuri che il telefono cellulare di un cittadino medio, che fino a pochi secondi fa veniva usato per giocare ad un gioco gratuito diventato cool da qualche tempo a questa parte, sia sicuro? Cosa si nasconde dietro questo gioco? I dispositivi di voto sono tutti di ultima generazione con gli aggiornamenti di sicurezza idonei? Per il mondo della sicurezza informatica, proteggere un sistema di voto online è un problema completamente diverso e molto più difficile rispetto alla sicurezza degli acquisti online o del sistema bancario.

Sorprendentemente, la bassa tecnologia delle schede cartacee può aiutare a proteggere da malfunzionamenti o attacchi di componenti del sistema di votazione ad alta tecnologia. Ed è per questo che ad oggi risulta il sistema più sicuro. È infallibile? Ci sono migliorie? Certo non è infallibile ma molto più sicuro di quello online. 

Per non parlare del digital divide che si genererebbe da parte di tutta quella fascia di popolazione che non è avvezza all’uso della tecnologia e che quei ponti di collegamento non vogliono, e a volte non possono, attraversarli.

Politicamente sembrerebbe un avvicinare gli elettori residente all’estero al voto. Ma anche questo non corrisponde al vero. “Qualsiasi aumento dell’affluenza alle urne verrebbe a costo di perdere la significativa certezza che i voti siano stati conteggiati così come sono stati espressi” è una delle tante espressioni da parte del mondo scientifico. Questa affermazione è di Rivest il padre della crittografia moderna, colui che ha permesso ai sistemi digitali moderni di essere “sicuri”. Lui stesso ci viene incontro dicendo che il voto digitale, elettronico, online non è affidabile! Negli Stati in cui si è adottato un sistema simile per aumentare l’affluenza alle urne ciò non è avvenuto. In Germania il voto online è stato dichiarato incostituzionale perché un cittadino ha fatto giustamente una semplice osservazione: ma se io faccio ricorso e voglio ottenere il riconteggio delle schede elettorali, con il sistema cartaceo io “vedo” le schede, io vedo l’onestà degli scrutinatori. All’interno di un PC o smartphone o qualunque dispositivo digitale come faccio a verificare che il mio voto è conteggiato come ho veramente espresso?

Non ti preoccupare e fidati!

Bisogna fidarsi ecco la devianza più pericolosa.

Tutto il sistema elettorale è basato sul concetto che l’elettore può verificare i singoli passi se non si fida. Invece nei sistemi online ci viene chiesto di concedere una fiducia cieca che va ben oltre! E collettivamente, come ci suggeriva Borges, siamo così aggrappati al mondo del digitale, della facilità d’uso, della sicurezza che oramai tutto funzioni, derivante dal periodo pandemico, che molti sono disposti a cedere la propria libertà e il proprio pezzo di fiducia!

Davvero siamo disposti a fare questo scambio? O piuttosto non dovremmo rispondere come Socrate ad Alcibiade nel Simposio di Platone?

“Caro Alcibiade, forse non sei uno sciocco, se quanto dici di me è effettivamente vero e in me c’è una qualche potenza in grado di farti diventare migliore: in me devi vedere una bellezza irresistibile, di gran lunga superiore alla tua grazia. E se tu, considerandola, metti mano a far comunità con me e scambiare bellezza contro bellezza, intendi approfittare non poco di me, cercando di acquistare bellezza vera in cambio di bellezza opinabile e di scambiare il bronzo con l’oro.”

“Polling Place” by Ben+Sam is licensed under CC BY-SA 2.0

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