L’UMILIAZIONE DEI POTENTI

MARCO CANDIDA

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Mi sveglio. Sono le sette e sette del mattino. Scuoto la testa confusa. Non può essere siano le sette e sette, a meno che… A meno che non sia un prodigio. Sono tornata indietro nel tempo. Il nastro è stato riavvolto oppure ho sognato, anche se è stato un sogno molto vivido. Altrimenti, gli orologi di casa sono rotti. Sempre che… Un momento! No!, non è un miracolo. Mi sono assopita. Addormentata qui sul divano. Secca. Quanto ho dormito? Quante ore? Moltissime. Moltissime ore. Come mai? Com’è possibile mi sia mangiata una giornata in questa casa meravigliosa? Che sciocca! Come posso essere stata tanto stupida?! Forse perché scrivere a un ritmo simile, vivere in una sorta di stato di onniscienza…: non è cosa da lasciarti indenne anche nella casa benedetta. Mi stanco. Necessitavo ricaricare le pile. Specialmente ora. Sono in procinto di incontrare Teresa, Caterina e Chiara e terminare il saggio assieme a loro. Continua a leggere “L’UMILIAZIONE DEI POTENTI”

CREAZIÓNE

CRISTINA RIZZI GUELFI

rizziguelfi-1creazióne s. f. [dal lat. creatio -onis, der. di creare «creare»].
La Creazione fu il primo atto di sabotaggio – Emil Cioran Continua a leggere “CREAZIÓNE”

ANDAR PER NECROLOGI: DIVAGAZIONI SULL’IMMORTALITÀ

DOMENICO SCARAMUZZI

  1. graffitimontesantangelo‘Ma di che parliamo?’

Nel linguaggio corrente, questa domanda può esprimere un diniego oppure una possibilità. C’è, infatti, un uso di essa funzionale a chiudere ogni discussione o, più radicalmente, a decretare l’inutilità del discorrere stesso. È come dire: ‘vogliamo proprio continuare a parlare di ‘ciò’ che, per la sua comprovata indecidibilità, è un’assodata assurdità?’. Anzi, espressa in modalità imperativa – e, quindi, priva del punto interrogativo – la domanda può addirittura esibire il diniego sprezzante del ‘lasciamo perdere’.

Della stessa domanda, però, vi è anche un uso che apre ed insinua interessamento ed avanza richieste di chiarificazione. In questo caso, il ‘ma di che parliamo?’ unisce la voglia di discutere ad esigenze di univocità, reclama una sorta di previa suppositio terminorum che consenta di cogliere, nella maniera meno ambigua possibile, l’effettiva posta in gioco – la referenza reale – della discussione. Continua a leggere “ANDAR PER NECROLOGI: DIVAGAZIONI SULL’IMMORTALITÀ”