CREAZIÓNE

CRISTINA RIZZI GUELFI

rizziguelfi-1creazióne s. f. [dal lat. creatio -onis, der. di creare «creare»].
La Creazione fu il primo atto di sabotaggio – Emil Cioran

La mia malattia è la sindrome da creazione cronica. L’atto del creare è stato a lungo percepito come attributo esclusivo della divinità, infatti, Catullo, Dante o Leonardo, non avrebbero mai definito se stessi dei creativi. E dio non è la cura, e lui lo sa. Perché chi si trova in una posizione tale da non potersi far vedere, significa che nemmeno lui può vedere/sapere. Ma a rimpiattino, complice la fallacia, si scova sempre. E nel rimpiattino è dissimulata la teatralità religiosa che inconsapevolmente include in sé un’idea primitiva di predestinazione. Loquela del celarsi-rivelarsi. Chi ha successo a rimpiattino avrà successo nella vita, dominio in cui si snoda l’attrito del protestantesimo luterano e calvinista, il segno presago di una salvezza già concessa. Eppure ci sono sempre. In ogni luogo. Coloro che elogiano la cura del signore del rimpiattino con l’aria commossa delle prime file, la condivisione puerile gestita in modo gioioso e allo stesso tempo raccolto, con l’aria solenne e pesante di uno stabile di orazioni. E paiono serbare quella giustezza riservata a pochi in quella chiave miracolosa ciondolante fra le blusa. Io non sono mai riuscita a comprendere quella devozione clericale. Per quanto ne so, possono imbottire vergini di segatura, sanare bimbi aborigeni dalla carestia o imbastire bomboniere con i peni grinzosi delle ex case di tolleranza. Tuttavia si tratta soltanto di una cura che sublima il rapporto naturale tra preda e predatore, con un sistema di ricompense/penitenze, dove dio sta acquattato sull’albero della coscienza. “Guarda in alto, Dio stesso ha cura di te. Agli uomini è impossibile, ma non ha Dio; perché ogni cosa è possibile a Dio” [Marco 10:27]. La mia malattia è la sindrome da creazione cronica divina e può essere curata con dello xanax o uno junghiano della asl . Ma io preferisco di no, perché se non curata, ben presto si trasforma in fantasia e la fantasia a sua volta genera uomini liberi.

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