SUPERHARMONY

157537119_280129950279236_3628804737073067459_nPEE GEE DANIEL

Quest’oggi è il Big B-Day, sta a dire la ricorrenza dell’avvento del nostro beniamino volante su questo pianeta 70 anni fa, l’essere invulnerabile che nella sua superiore lungimiranza ha recato a questo marcio mondo serenità e prosperità mai prima saggiati.

Il sole batte già alto nel cielo, come una vecchia donnaccia di strada. Non vi è angolo sulla Terra, tanto meno sulle colonie extra-terrestri, che non sia stato pavesato a festa. Ogni megalopoli, ogni distretto, ogni macro-regione vuole farsi trovare preparata quando Mister Okay li sorvolerà benedicente, atterrando, se gli dice bene, tra i timorati cittadini del luogo per trattenersi qualche minuto con loro per i selfie di rito. 

A voler tirare le somme di queste sette decadi di dominio incontrastato, si può affermare che il nostro è al di fuori di ogni ragionevole dubbio il migliore dei mondi possibili. Senz’altro il migliore degli scenari che l’umanità abbia mai vissuto, da che il primo ominide decise di scendere dall’albero e drizzarsi sulla schiena per buttare un occhio oltre l’orizzonte della savana.

Motu proprio, per ingerenza diretta o per influenza morale, l’ingombrante presenza di questo superuomo di quasi tre metri d’altezza, che spara laser dagli occhi e liquefa i metalli con la sua espirazione incandescente, ha finito per cambiare faccia alla nostra società.

Si può dire che il crimine sia stato definitivamente sconfitto, sia quello spicciolo, da strada, sin da quando Mister Okay, i primi tempi che bazzicava da queste parti, ingaggiò un severo repulisti strada per strada, vicolo per vicolo, nelle maggiori conurbazioni, lasciando migliaia di ombre carbonizzate sparse per il globo laddove un attimo prima un malvivente ghermiva la sua arma all’indirizzo di un innocente passante, sia le grandi organizzazioni criminali, sventrate come Bastiglie.

Con il suo alito ossidante ha richiuso il buco dell’ozono, ha irrigato i deserti sorvolandoli con iceberg alti come grattacieli poggiati sgocciolanti sulle sue possenti scapole, ha risanato gli oceani.

Dietro sue garbate imposizioni, il sistema mondiale si è liberato da ogni forma di dittatura, sono stati licenziati nuove leggi e nuovi decreti concepiti per diffondere il welfare a un grado più che accettabile per l’intera popolazione. Non vi è più povertà, le malattie sono state in gran parte debellate, l’età media si è alzata oltre il centinaio di anni, non ci sono più guerre da quando tutte le nazioni sono state riunificate sotto un’unica federazione pannazionale, la cui capitale è Catchemall Capitol City, così da eliminare una volta per tutte ogni motivo di conflitto, dopo aver provveduto all’estinzione di religioni e distinzioni etniche, le massime cause di scontro in un recente passato.

I processi legali si sono molto sveltiti. La giurisprudenza si è fatta talmente lineare e tecnica in questi ultimi anni che il  lavoro di avvocati e giudici è ormai affidato a un algoritmo: si tratta di applicare dei codici secondo un sistema equanime che calcoli condizioni fisiche ed economiche dell’imputato, fattori psicologici, impatto sociale delle sue azioni. Il Gran Giurì è un cervellone elettronico che emette la sentenza a pochi secondi dall’immissione dei dati. Per quanto riguarda le pene detentive, grande importanza assume la riabilitazione dell’individuo: la maggior parte dei carcerati che devono scontare lunghe condanne viene impiegata nella costruzione di monumenti e statue dedicati a Mister Okay, affinché l’edificazione edile possa servire loro anche da edificazione morale, o nell’assemblaggio di action-figure, nella cucitura di magliette e cappellini o nella foggia di qualsiasi altro articolo che riporti le fattezze del nostro ineluttabile eroe, in un ironico, per quanto regolarmente retribuito, contrappasso.

Il mondo è un bel posto dove nascere e vivere ora, tutto questo grazie alla costante persuasione misterocheiana. Anche dove non sia stata la sua opera a cambiare le cose e migliorarle, è innegabile che il nuovo corso delle umane vicende, l’ottimismo che corrobora ogni attività e una rinnovata fiducia nel nostro comune potenziale siano stati anch’essi stimolati e favoriti dalla sua monumentale figura mantellata.

È grazie a lui, o sulla sua scorta, che la nostra specie ha finalmente raggiunto quegli obiettivi che si riprometteva, mai neppure sfiorandoli, da migliaia di anni. Quel che i testi sacri, le dottrine filosofiche e ogni altro tipo di sovrastruttura hanno tanto a lungo promesso e rimandato è stato realizzato in un pugno di anni.

Eppure – che le sue capacità da telepate o qualsiasi altra risorsa psionica in suo possesso non intercettino mai questa mia riflessione! – la felicità che avrebbe dovuto logicamente accompagnare risultati tanto vasti non sembra mostrarsi appieno, se non altro non nei modi e nelle espressioni che ci si aspetterebbero.

È vero, la gente si spertica in continue lodi, spesso urlate, all’artefice di tante e tali rivoluzioni e riforme, ma non di rado mi è parso di cogliere come se il riso occultasse il ringhio e sotto le esplosioni di entusiasmo si celassero atti inconsulti e intemperanti che cercassero solo un canale attraverso cui far sboccare la violenza sino ad allora repressa. Non bastano i cruenti Giochi Ocheionici una volta ogni quattro anni o la valvola di sfogo dei combattimenti virtuali ultra-realistici per tenere a bada certi istinti, secondo me, soprattutto in alcuni particolari soggetti. Certe inclinazioni, che le anime candide si augurano sopite, a parer mio perseverano ad animare la parte più profonda e sfuggente di noi.

Com’è possibile (viene da chiedersi) che l’Homo Sapiens Sapiens abituato da settantamila anni a sopprimere la concorrenza delle specie simili come dei conspecifici, a depredare, a devastare, radere al suolo, sterminare senza il minimo scrupolo, in un millesimo di quel tempo evolutivo si sia convinto a comportarsi spontaneamente secondo le regole pacifiche e egualitarie che il Grand’Uomo ha tanto persuasivamente patrocinato?

C’è qualcosa che scricchiola sotto la superficie laccata e lucida, credo di udirne i segnali. L’uomo non è fatto per vivere in pace e prosperità – spero sia il mio inveterato pessimismo a farmi parlare, la punta di misantropia che contraddistingue il mio carattere, anche se temo si tratti del più schietto realismo.

Il cervello umano si è formato per risolvere problemi, anche nella maniera più sbrigativa se necessario. Purtroppo l’unico problema rimasto è che non ci sono più problemi. Siamo tranquilli, pasciuti e pieni di opportunità. Non era mai successo nella storia precedente. Non ci dobbiamo preoccupare per il domani né per ciò che accadrà tra un lustro. Quello che si para dinanzi ai nostri sguardi rasserenati è un futuro placido e godibile. Ma questo, anziché donarci un meritato relax, scombussola le nostre cellule, segretamente. Non siamo fatti per il paradiso in terra, malgrado quello che ci siamo raccontati per un’infilata di innumerevoli generazioni. Erano tutte balle quelle predicate dai preti e dai vari soloni. Ciò che ci mantiene vivi e dà gusto alla nostra esistenza è la lotta. Ci serve sopraffare gli eventi o i nostri stessi simili per sentirci appagati, confermando ogni volta a noi stessi la nostra pur piccola e precaria supremazia. Vivere alla pari, come tanti fratelli germani sotto lo sguardo fisso e benevolo di quel padre sovradimensionato e onnipotente, ci logora pian piano, riduce le nostre più intime aspirazioni, annichilisce la nostra reale natura.

Mister Okay, nella sua imparagonabile superiorità, deve aver creduto che quel che dichiaravamo fosse davvero ciò a cui ambivamo, e ci ha accontentati. Non sospettava che – schiatta di imbroglioni e ciarlatani quali siamo! – ci narrassimo in maniera del tutto diversa da quello che sostanzialmente siamo.

È la paura di quell’omone che emette onde elettromagnetiche da ogni buco a trattenerci dalla sollevazione generale, non la soddisfazione delle masse che ci propinano i principali sistemi di comunicazione. Se solo capitasse un essere  capace di scalfire anche di un tantino la credibilità prima di tutto fisica del festeggiato di oggi sono sicuro che la reazione popolare non si farebbe attendere. Gli va bene che un essere del genere è a tutt’oggi inimmaginabile…

ENDOXA - BIMESTRALE NARRATIVA

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