L’UMILIAZIONE DEI POTENTI

MARCO CANDIDA

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Mi sveglio. Sono le sette e sette del mattino. Scuoto la testa confusa. Non può essere siano le sette e sette, a meno che… A meno che non sia un prodigio. Sono tornata indietro nel tempo. Il nastro è stato riavvolto oppure ho sognato, anche se è stato un sogno molto vivido. Altrimenti, gli orologi di casa sono rotti. Sempre che… Un momento! No!, non è un miracolo. Mi sono assopita. Addormentata qui sul divano. Secca. Quanto ho dormito? Quante ore? Moltissime. Moltissime ore. Come mai? Com’è possibile mi sia mangiata una giornata in questa casa meravigliosa? Che sciocca! Come posso essere stata tanto stupida?! Forse perché scrivere a un ritmo simile, vivere in una sorta di stato di onniscienza…: non è cosa da lasciarti indenne anche nella casa benedetta. Mi stanco. Necessitavo ricaricare le pile. Specialmente ora. Sono in procinto di incontrare Teresa, Caterina e Chiara e terminare il saggio assieme a loro. Continua a leggere “L’UMILIAZIONE DEI POTENTI”

IL DESIDERIO D’AMORE. LUCI DA MOLTO LONTANO

MARIA BETTETINI

Catullo-Lesbia

L’oggetto del desiderio sta con me;

una tal pienezza mi rende miserabile.

 (Ovidio, Le Metamorfosi, III, 466)

Il mio peso è il mio amore,

esso mi porta ovunque mi porto.

(Agostino di Ippona, Confessioni, XIII 9, 10)

 Il desiderio non fa prigionieri. Tale è la brama di ciò che si desidera da non tergiversare oltre, non perdere tempo a guardare le stelle né a chiedere il loro consiglio, non servono segni del cielo quando si desidera: da de-siderare, il verbo latino passato poi all’italiano senza mutamento alcuno, contrario a con-siderare (studiare le stelle, quindi fermarsi per riflettere). Il desiderio non riflette, è tensione, moto dell’animo, naturalmente soggetto di molte sfumature di significato, soprattutto se inteso, come lo intenderemo in queste pagine, come desiderio d’amore. Continua a leggere “IL DESIDERIO D’AMORE. LUCI DA MOLTO LONTANO”

FINE DELLA PROVVIDENZA E DEMOCRATIZZAZIONE DELLA CREAZIONE: DA NICOLAS MALEBRANCHE A MASSIMILIANO PARENTE

PIER MARRONE

primo-piano-1_2_00367Per noi occidentali la teologia razionale è finita. Questo è l’esito di un processo secolare che ha condotto alla convinzione che proposizioni razionali su Dio o sugli dei, sulla provvidenza, sulla nostra destinazione dopo la morte non si possono formulare. Continua a leggere “FINE DELLA PROVVIDENZA E DEMOCRATIZZAZIONE DELLA CREAZIONE: DA NICOLAS MALEBRANCHE A MASSIMILIANO PARENTE”

IL FOGLIO BIANCO DELLA CREAZIONE

PAOLO PICHIERRI

foglio-biancoChe la creazione sia un concetto culturale e non scientifico può sembrare una proposizione ovvia, ma forse non lo è nell’accezione che appare a prima vista. Generalmente il tema è ricondotto alla dialettica tra fede e scienza, tra la concezione di un essere creato e la concezione che sia impossibile affermare scientificamente il concetto di creazione e soprattutto di un Chi lo avrebbe creato essendo Esso stesso increato. Se osserviamo la questione da un altro punto di vista, a valle, la creazione, per essere tale, dovrebbe aver introdotto nel reale alcunché di nuovo rispetto alla totalità delle possibilità di tutto ciò che è o potrebbe essere venendo potenzialmente generato. Continua a leggere “IL FOGLIO BIANCO DELLA CREAZIONE”