L’UMANIZZAZIONE DEGLI ANIMALI COME QUESTIONE DI GIUSTIZIA

MAURIZIO BALISTRERI

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Non sarebbe bello vivere più a lungo? Non parlo di allungare la vita di qualche mese, ma vivere per molti più decenni. E chi non vorrebbe avere una maggiore resistenza alle malattie o la capacità di apprendere più velocemente? Poi possiamo discutere se sia meglio essere più empatici o più o meno alti, ma non c’è dubbio che a molti di noi non dispiacerebbe poter ridisegnare la natura umana con disposizioni e capacità nuove ed originali. Il potenziamento umano è ormai uno dei temi centrali del dibattito bioetico: si parla di potenziamento fisico, di potenziamento della mente e anche di potenziamento morale. Immaginare disposizioni fisiche diverse da quelle attuali non è così difficile, ed è facile pensare ad una mente migliorata. Ma si discute anche della possibilità di impiegare le nuove tecnologie per migliorare moralmente l’umanità. Non è forse vero, del resto, che non siamo capaci di prenderci cura degli interessi delle generazioni future? Le nostre scelte producono effetti devastanti sull’ambiente ma di questo ci preoccupiamo poco e non pensiamo di avere la responsabilità di assicurare a quelli che vivranno dopo di noi una vita almeno accettabile. Per questa ragione, una piccolissima correzione del patrimonio genetico dei nostri figli non soltanto potrebbe essere giustificata ma sembra anche l’unica strada per evitare l’estinzione dell’umanità nel prossimo futuro. Continua a leggere “L’UMANIZZAZIONE DEGLI ANIMALI COME QUESTIONE DI GIUSTIZIA”

LO SPAVENTAPASSERI

MARCO CANDIDA

 

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Rita e Mario vanno sul Colle San Bernardo col sole. Le turbine sono alte, sono cinque e sono bianche, imponenti. Si vedono già dalla strada di Ceva. A Rita sembrano ali d’angelo. E’ bello guardarle girare. Le ali trasformano vento in energia. Rita e Mario partono in bicicletta da Garessio. Portano un plaid arancione e nero e ci si distendono. Continua a leggere “LO SPAVENTAPASSERI”

L’ANIMALE CHE DUNQUE È

RICCARDO DAL FERRO

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“L’animale può non potere?”

Questa domanda è il modo in cui Derrida, nello straordinario saggio “L’animale che dunque sono”, trasforma la famosa questione posta da Jeremy Bentham a riguardo dell’esistenza animale: “Possono soffrire?”

La tradizione occidentale ha prodotto quello che Derrida definisce “l’animale teoretico”, le cui radici sono molto profonde nel nostro modo di pensare. Esso consiste in un’entità mancante: manca di risposta (poiché reagisce meccanicamente), di anima (dal momento che quest’ultima è prerogativa del solo essere umano), di libertà (poiché si muove per mezzo di una programmazione biologica), di possibilità (perché solo l’umano, essendo libero, si apre alla possibilità, mentre l’animale è relegato alla necessità). Continua a leggere “L’ANIMALE CHE DUNQUE È”

SANGUE, BUDELLA E TANTE ALTRE COSE COSE MOLTO UTILI E INTERESSANTI: LA PROFESSIONE DEL PATOLOGO VETERINARIO È LA PIÙ BELLA CHE ESISTA

FABIO DEL PIERO

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Cuore destro di cane deceduto a causa di una grave infestazione parassitaria da  Dirofilaria immitis. Sono presenti innumerevoli adulti di questo nematode (verme)  che è molto diffuso e viene trasmesso ai carnivori domestici e selvatici dalle zanzare. I gatti sono anche frequentemente colpiti e possono morire in seguito alla presenza di solo un verme adulto adulti. La profilassi nei confronti di questo parassita è semplice, poco costosa e disponibile presso le strutture veterinarie.

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ALLA RICERCA DI UNA SOGGETTIVITÀ ANIMALE

ROBERTO MARCHESINI

 

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Immagine di Karin Andersen http://karinandersen.com/works.html

Parlare di soggettività animale è operazione apparentemente facile e scontata, intuitiva nel suo proporsi proiettivo, antropomorfico e simpatetico, dal momento che, quasi per moto spontaneo, riconosciamo la nostra natura animale e quindi la prossimità e l’applicabilità di un’attribuzione immedesimata. In realtà molte sono le ipoteche che rendono ardua l’impresa interpretativa nei suoi aspetti maggiormente esplicitati e gli ostacoli che occorre superare soprattutto allorché si cerchi di andare oltre l’intuitivo. L’antropomorfismo è giustificato, mosso peraltro da alcune propensioni dell’apparato cognitivo umano, e non del tutto sbagliato se interpretato come principio di comprensione delle condivisioni omologiche, o di eredità comune, e di quelle analogiche, o di espressione delle medesime pressioni selettive. Per tale motivo quando attribuiamo particolari stati emozionali a un cane o determinati stati cognitivi a uno scimpanzé, più che di umanizzazione dovremmo parlare di appartenenza predicativa. Continua a leggere “ALLA RICERCA DI UNA SOGGETTIVITÀ ANIMALE”

ALGORITMI ANIMALI

PIER MARRONE

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Osservo la mia gatta, bianchissima, che colonizza il mio letto la mattina e che ritrovo sempre, dopo avermi fatto la doccia, sopra le lenzuola, dove albergano ancora i residui del mio riposo notturno. Mi avvicino, lei si stiracchia, qualche volta sbadiglia, più spesso miagola e mentre le massaggio la pancia mi mordicchia le mani e vi struscia la testa per marchiarmi come un umano di sua proprietà, almeno così ho appresso da alcune letture etologiche. Le sue azioni mi sembrano in sé compiute e di facile lettura. Continua a leggere “ALGORITMI ANIMALI”

INTELLIGENZA UMANA E ANIMALE COMPARATE (A PARTIRE DA UN PASSO DEL DIZIONARIO STORICO-CRITICO DI PIERRE BAYLE)

PEE GEE DANIEL

 

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Per persona si intende notoriamente un essere appartenente all’umano genere, nella piena (o se non altro parziale) contezza di sé, compos sui come si esprimerebbe il Broccardo, al contempo provvisto per quanto possibile di quelle facoltà e disposizioni atte al discernimento di enti e/o eventi concreti e astratti.

Accanto all’aspetto noetico, vi è poi quello etico: persona è altresì l’attore sociale, con un suo ruolo giuridico predeterminato, membro attivo e soggetto gregario all’interno della comunità di cui fa parte. Sul piano psicologico infatti si parla di personalità per intendere il risultato dell’interazione tra il carattere originale dell’individuo e l’ambiente sociale in cui egli vive: il secondo non potendo che mistificare, per esigenze di irenismo sociale, nonché porre in qualche maniera sotto camuffa la natura più sincera del primo. Continua a leggere “INTELLIGENZA UMANA E ANIMALE COMPARATE (A PARTIRE DA UN PASSO DEL DIZIONARIO STORICO-CRITICO DI PIERRE BAYLE)”