FIREFLIES: FRAMMENTI NOTTURNI
LUISA SODOMACO
LUISA SODOMACO
CRISTINA RIZZI GUELFI “Violence is part of this world and I am drawn to the outrageousness of real life-violence. It isn’t about lowering people from helicopters on to speeding train, or about terrorists hijacking something or other. Real life-violence is you are in a restaurant and a man and his wife are having an argument…
JACOPO VOLPI 1. Questo breve scritto non coltiva il desiderio di esprimere un’opinione definitiva su un problema spinoso, controverso, continuamente suscettibile di discussione e di critica. Cercando di trarre piccoli spunti di analisi da alcune opere cinematografiche tarantiniane, vuole solo provare ad abbozzare una prospettiva, a tracciare uno scorcio di riflessione su una questione, a…
Continua a leggere L’EMERGERE DEL FATTUALE E LA RESISTENZA DELLA RAGIONE: SULLE TRACCE DI TARANTINO
FEDERICA CELENTANO Quando si è posti dinanzi al compito di provare a dire qualcosa sulla esigua ma densa produzione tarantiniana si è sempre presi dalla tentazione di diventare impertinenti, provocatori, inutilmente eccessivi. Il rischio è sempre quello di incappare in una ruminante retorica della dissacrazione, o, al contrario, in un’analisi tecnica e asettica dei meccanismi…
Continua a leggere DISSEZIONARE/TRASFIGURARE L’UOMO: L’ENIGMA DEL POTERE NEL CINEMA DI TARANTINO
ENRICO PALMA La vendetta è un piatto che va servito freddo. È questa l’epigrafe di Kill Bill, il “quinto” film di Quentin Tarantino. Un’epigrafe delle più classiche, in effetti, un adagio che si sente spesso ripetere in occasione di un comportamento o di un progetto vendicativi su qualcuno o su qualcosa. Sul perché, poi, questo…
Continua a leggere L’ESISTENZA COME CONTO APERTO: KILL BILL E LO SPIRITO DELLA VENDETTA
SCRITTI DI FERDINANDO MENGA, MAURIZIO BALISTRERI, PIER MARRONE, FABIO CIARAMELLI, GIUSEPPE IERACI, TOMMASO CICCARONE, EUSEBIO CICCOTTI, ANDREA RACITI, ERNESTO C. SFERRAZZA PAPA, LETIZIA KONDERAK, PIER GIUSEPPE PUGGIONI, SANTE MALETTA
FERDINANDO MENGA È noto, a chi ha una certa dimestichezza con il pensiero di Hannah Arendt, quanto quest’ultima rifuggisse dall’essere definita “filosofa” in senso stretto. E questo chiaramente non in virtù di un sedicente esercizio di modestia intellettuale che l’avrebbe orientata a una forma di reticenza rispetto all’autoattribuirsi un privilegio troppo elevato: quello riservato, insomma,…
FERDINANDO MENGA I. La riflessione di Hannah Arendt attorno alla comunità politica rappresenta uno dei tentativi più significativi della filosofia contemporanea di ripensare il senso profondo dell’azione collettiva. Per Arendt, come è noto, la comunità politica è innanzitutto “spazio di apparizione”: un ambito nel quale gli individui si rendono visibili gli uni agli altri –…
Continua a leggere E PLURIBUS UNUM? CIÒ CHE HANNAH ARENDT (NON) PUÒ INSEGNARCI SULLA DEMOCRAZIA
MAURIZIO BALISTRERI Per Arendt, la natalità non è soltanto un fatto biologico, ma la categoria filosofica decisiva per comprendere l’umano: ognuno di noi entra nel mondo come un inizio radicale, come la possibilità di spezzare la continuità del già dato e di aprire scenari imprevedibili. La nascita è il luogo in cui l’essere umano manifesta,…
PIER MARRONE Cosa c’entra la verità con la politica, ammesso c’entri qualcosa? Non è semplice dare una risposta a questa domanda così diretta e forse così ingenua. Il cinismo da sempre diffuso nei governati non è diverso oggi da quanto è con ogni probabilità stato in ogni società con una certa complessità. I politici pensano…
FABIO CIARAMELLI Ci sono svariate ragioni che rendono ancora attuale il pensiero di Hannah Arendt – e, più in generale, ciò che si suol definire la sua “prestazione scientifica” – a cinquant’anni dalla morte, che la colse più o meno improvvisamente a sessantanove anni, impendendole di terminare La vita della mente. Il progetto di questo…
Continua a leggere HANNAH ARENDT CONTRO LO SCARICABARILE DELLE RESPONSABILITÀ
TOMMASO CICCARONE La traiettoria filosofica di Hanna Arendt viaggia sull’alterità; sulla questione dell’essere donna e dell’essere ebrea, all’interno del Nichilismo europeo.: la filosofia come il porre questioni nell’immanenza dell’Essere o, come direbbe Nietzsche, nel deserto del mondo contemporaneo. In-differenza, annichilimento dell’inter-esse, superfluità e abbrutimento dell’uomo e della “polis”; amputazione della trascendenza, “cristallizzazione del male”: è…
Continua a leggere HANNAH ARENDT: AMOR MUNDI E ONNIPOTENZA DELLA BANALITÀ
EUSEBIO CICCOTTI Premessa. Il presente articolo rilegge il film Hannah Arendt (idem, 2012), di Margarethe von Trotta, proponendo una analisi di alcuni elementi del linguaggio filmico (diegesi, recitazione, montaggio, scenografia, regia, genere) al servizio di una riflessione filosofica. Più in particolare si tenterà di vedere come gli autori abbiano costruito un racconto cinematografico che non…
GIUSEPPE IERACI Settimane fa, passeggiando per il centro di Lubiana nei pressi del Judovski Kulturni Center, sono rimasto colpito da alcune installazioni, delle semplici panchine dalle strutture in ghisa e le assi in legno, il tutto verniciato di candido bianco, sulle quali sono riportate frasi estrapolate – si suppone – da testi di Hannah Arendt.…
ANDREA RACITI “Di tanto la nostra città ha distanziato gli altri uomini nel sapere e nell’arte della parola che i suoi discepoli sono divenuti maestri degli altri, ed essa ha fatto in modo che il nome di “greci” non sembra essere stato dato sulla base di una stirpe, ma sulla base della ragione, così che…
ERNESTO C. SFERRAZZA PAPA 1. Il concetto di banalità del male irrompe nel dibattito filosofico e pubblico nel 1963, quando Hannah Arendt rielabora le intuizioni avute assistendo al processo ad Adolf Eichmann e lo trasforma in una delle più potenti categorie concettuali a disposizione per chi voglia rapidamente spiegare il negativo. Ecco lo scandalo: là…
LETIZIA KONDERAK Tra le formule di Hannah Arendt che hanno decretato il successo accademico e popolare della pensatrice vi è il sintagma “banalità del male”, un termine coniato per descrivere Adolf Eichmann, burocrate nazista, come egli apparve durante il processo a Gerusalemme tra il 1961 e il 1962. In effetti Eichmann si rivelò del tutto…
Continua a leggere DIALOGARE CON SÉ, DIALOGARE CON L’ALTRO: CONTRO LA BANALITÀ DEL MALE
PIER GIUSEPPE PUGGIONI 1. La questione dell’imperialismo torna prepotentemente alla ribalta nello scacchiere internazionale. Apparentemente sepolta nella memoria di un lontano passato, in mezzo alla polvere degli archivi storici, nelle pagine della storia politica (e della storia della filosofia politica), questa categoria si fa avanti con urgenza nell’arsenale interpretativo per intendere lo scenario geopolitico. Se…
Continua a leggere MOB AND CAPITAL: ARENDT SULLA GENESI IDEOLOGICA DELL’IMPERIALISMO
SANTE MALETTA Alla fine della prefazione della prima edizione de Le origini del totalitarismo, scritta nell’estate del 1950 e caratterizzata da un grande pathos intellettuale, Hannah Arendt afferma che i tre fenomeni su cui l’opera incentra la sua analisi – antisemitismo, imperialismo e totalitarismo – “hanno dimostrato […] che la dignità umana ha bisogno di…
Continua a leggere HANNA ARENDT: LA NATALITÀ COME PRINCIPIO COSTITUENTE
SCRITTI DI PIER MARRONE, FERDINANDO MENGA, CARMELO VIGNA, ANDREA AGUTI, ALBERTO ARTOSI, LUIGI MARCO BASSANI, PAOLO BETTINESCHI, TOMMASO CODIGNOLA, MICHELE ILLICETO, LETIZIA PELLICIONI, MATTIA POZZEBON,LEOPOLDO SANDONÀ, ANDREA STROLLO
PIER MARRONE Intensificare, progettare, acquisire un potere che antecedentemente non si possedeva. Dobbiamo necessariamente muoverci in questa prospettiva, proprio per il fatto che siamo esseri limitati. Lo facciamo continuamente, anche nelle cose più semplici, quotidiane e banali. Prendiamo un ascensore. Non facciamo altro che intensificare e dare realizzazione alle nostre capacità nutrita dalla nostra volontà…
FERDINANDO MENGA Al di qua d’onnipotenza e impotenza Porsi il problema della (onni)potenza divina impone non pochi indugi metodologici preliminari, non solo a causa dell’assai difficile circoscrivibilità fenomenologica di tale ambito d’esperienza, ma anche per l’intricata stratificazione dei discorsi, che lungo la tradizione del pensiero, si sono intrattenuti su tale tema. Per questo motivo, scelgo…
Continua a leggere ONNI(M)POTENZA DIVINA? RIFLESSIONI QUASI LEVINASSIANE SULLA TRASCENDENZA
CARMELO VIGNA La cifra dell’onnipotenza è notissima, è antichissima ed è solitamente legata alla cifra del divino, quindi all’ambito delle tradizioni religiose. Per traslato, viene da secoli anche usata simbolicamente per indicare situazioni in cui si vuole alludere a una potenza superiore a quella di solito sperimentata. Oggi, ad es., qualcuno scrive che la tecnica…
LUIGI MARCO BASSANI In una nota intervista del 1966 a Der Spiegel, Martin Heidegger segnalava quello che percepiva come il maggiore problema politico del suo tempo. “Per me, oggi, la questione decisiva è capire come si possa far corrispondere, in generale, un sistema politico all’attuale epoca tecnica e di quale sistema potrebbe trattarsi. A questa…
PIER MARRONE Questo ragazzo. Questo ragazzo trascorre il mese di luglio nella sua città. Forse è stato al mare. Cosa abbia fatto di preciso nessuno è in grado di ricordare. Sono passati anni che sembrano eoni. Al mare, se ci è stato, come è probabile si faccia in una città di mare, quando non si…
GIAN MARCO GRIFFI Benché da quarantaquattro mesi mi sia rintanato quaggiù, nel mezzo di un boschetto circondato da un campo da golf, dove vivo in una grossa buca (non da golf) al centro (più o meno) di un reticolo di gallerie, talvolta capita che qualcuno riesca a risalire a me tramite la casella di posta…
Continua a leggere LE GINOCCHIA DELLA MICAELA, O UNA DIGRESSIONE ONNISCIENTE D’ONNIPOTENZA
ANDREA AGUTI Qualcuno ricorderà una scena del film Manhattan di Woody Allen dove, nel corso di un colloquio, uno dei protagonisti cerca di giustificare le proprie debolezze morali (il tradimento della moglie) con il fatto che siamo degli “esseri umani”, “delle persone”, e si rivolge con tono di rimprovero al suo interlocutore che lo accusa,…
ALBERTO ARTOSI Saranno anche stati falsi e bugiardi, ma in quella vichiana età della fantasia gli déi, manifesti o invisibili, erano dappertutto. A ogni piè sospinto, si strappavano alle delizie della loro vita beata e trascorrevano velocemente dalle eteree altezze del loro feudo montano giù fino al paese degli uomini, sempre accolti – anche quando…
Continua a leggere ABBOZZO DI UNA STORIA NATURALE DELL’ONNIPOTENZA
PAOLO BETTINESCHI La capacità di realizzare tutto ciò che si vuole o si desidera. Questa, in buona sostanza, è l’onnipotenza. L’oggetto di un sogno, per l’essere umano. L’attributo proprio di Dio, per le religioni monoteistiche. Nel politeismo, invece, alle diverse divinità si attribuiscono ancora poteri differenti e specifici, e quel potere che rientra nelle capacità…
TOMMASO CODIGNOLA La nostra civiltà appare fondata sull’illimitato. Nel campo della produzione l’idea che la crescita illimitata sia un obiettivo almeno discutibile è ancora lontana dall’essere accettata. Continuiamo a rallegrarci dell’aumento del pil e a preoccuparci per una sua stasi o decrescita. Al massimo vengono elaborati indici di crescita che comprendano altre variabili (l’indice di…
Continua a leggere LIMITE, AUTOSUPERAMENTO CURA: PER UNA CRITICA FILOSOFICA DELL’ONNIPOTENZA UMANA
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