L’EURITMIA DELLA INQUISIZIONI
CRISTINA RIZZI GUELFI “Anche il grande inquisitore Torquemada pensava di essere buono in quanto cercava di salvare l’anima immortale di coloro che condannava al rogo.”
CRISTINA RIZZI GUELFI “Anche il grande inquisitore Torquemada pensava di essere buono in quanto cercava di salvare l’anima immortale di coloro che condannava al rogo.”
ALESSANDRA CISLAGHI “La mia azione si svolge in Spagna, a Siviglia, al tempo più pauroso dell’inquisizione quando ogni giorno nel paese ardevano i roghi per la gloria di Dio e con grandiosi autodafé si bruciavano gli eretici”. Comincia così il racconto nel racconto, la geniale “Leggenda del Grande Inquisitore” incastonata da Dostoevskij nel celeberrimo romanzo…
Continua a leggere LA SENTENZA DELL’INQUISITORE, OVVERO IL ROVESCIAMENTO DELLA VERITÀ
PEE GEE DANIEL Furio Pellegatta era il più grande scrittore vivente. O, per meglio dire, non esattamente Furio Pellegatta. Non Pellegatta in persona. Pelegatta spersonalizzato semmai era il più grande scrittore vivente.
IVAN CORRADO Cosa accomuna un fondamentalista islamico che si fa esplodere nel centro di una piazza, un uomo che uccide sua madre e poi se stesso su ordine della donna amata ed un monaco cristiano del Duecento che si flagella a sangue il dorso? Risposta: una dedizione assoluta verso un concetto distorto di sacrificio. Intendiamoci:…
Continua a leggere “SOLO IL SANGUE SECCO DELLE SUE VENE”: L’INSENSATEZZA DEL SACRIFICIO
EMANUELE AMBROSIO Tra l’Illuminismo e l’età contemporanea, tra modernità e post-modernità, si è verificato un importante cambiamento nell’atteggiamento dell’intellettuale nei confronti della ragione e delle sue potenzialità.
Continua a leggere MEA CULPA, SACRIFICIO E REDENZIONE DELL’INTELLETTUALE CONTEMPORANEO
SCRITTI E IMMAGINI DI DOROTEA SOTGIU, RICCARDO DAL FERRO, FERDINANDO MENGA, PIER MARRONE, FABIO CIARAMELLI, MASSIMILIANO SPANU, MICHELANGELO DE BONIS, MARCELLO MONALDI, CRISTINA RIZZI GUELFI, EMANUELE AMBROSIO, IVAN CORRADO, GIACOMO PEZZANO, SARANTIS THANOPULOS, ANGELO DI SAPIO & BENEDETTO ANTONIO ELIA, FABIO CORIGLIANO, MICHELE ILLICETO, LUCA MANDARA
DOROTEA SOTGIU Due le polarità in cui si distribuiscono i vari modelli di vecchiaia nell’immaginario della nostra società: una positiva, aderente al modello platonico e ciceroniano, in cui la vecchiaia, vissuta come liberazione rispetto alla passionalità carnale, è considerata l’età privilegiata per dedicarsi alla speculazione filosofica; l’altra negativa, legata a un paradigma economico di produttività,…
RICCARDO DAL FERRO Guardarci allo specchio non basta per risultare visibili a noi stessi. Siamo per lo più invisibilità, trasparenza, impalpabilità. Sfuggiamo al nostro stesso sguardo, alla comprensione che abbiamo di noi stessi, non abbiamo alcuna possibilità di apparirci nella nostra interezza poiché saremo sempre ombre ai nostri occhi.
Continua a leggere LA VERA CECITÀ: SIAMO TUTTI INVISIBILI A NOI STESSI
FERDINANDO MENGA Visioni parziali “Il y a de l’ordre”: è questa una delle espressioni chiave con cui Michel Foucault, nelle prime pagine della sua prefazione a Les mots et les choses (1966), trasmette in modo sintetico e pregnante la natura inevitabilmente storica, istituita e diveniente di ogni ordine del sapere e delle pratiche a esso…
Continua a leggere IL Y A DU VISIBLE: CONTINGENZA DEGLI ORDINI E SEDUZIONI TOTALITARIE
PIER MARRONE La realtà non ci basta mai. Come il denaro e l’amore, vorremmo averne sempre di più. Desideriamo un supplemento alla nostra esperienza, che spesso ci appare banale, a meno che non ci pensiamo. Questo è il motivo per cui la coppia visibile/invisibile può essere accostata alla coppia apparenza/realtà.
FABIO CIARAMELLI La disposizione d’animo fondamentale con cui Sartre s’accosta a Napoli è l’ambivalenza di sentimenti. Come ammette lui stesso, “l’amo e ne ho orrore. E mi vergogno di andare a vederla”.
MASSIMILIANO SPANU Visibilità e invisibilità giocano una partita assai complessa e strutturata nelle dinamiche della testualità filmica, disponendosi – a una prima analisi, almeno – come categorie e polarità opposte dell’immagine.
MICHELANGELO DE BONIS Calvino e la leggerezza del software Ogni volta che sento parlare di visibilità o leggerezza mi saltano in mente le lezioni americane di Italo Calvino, un ciclo di sei incontri che l’autore fu invitato a tenere all’Università di Harvard (le “Charles Eliot Norton Poetry Lectures”). Calvino ne scrisse in Italia cinque prima…
Continua a leggere IL FILO INVISIBILE TRA L’UOMO E LA TECNOLOGIA: INFORMATICA O FANTASCIENZA?
MARCELLO MONALDI La coppia di termini opposti visibile-invisibile ha governato la storia del pensiero occidentale e ha segnato in misura non meno rilevante il contenutio dottrinale della religione dell’occidente, il Cristianesimo: Platone, nella Repubblica, suddivide l’intera compagine dell’essere in una sfera visibile (tò oratòn) e in una intelligibile (tò noetòn), questa seconda invisibile agli occhi…
CRISTINA RIZZI GUELFI viṡìbile agg. [dal lat. tardo visibĭlis, der. di videre «vedere», part. pass. visus]. – 1. a. Che può essere visto: v. anche a occhio nudo, cioè senza l’ausilio di cannocchiali o strumenti ottici.
EMANUELE AMBROSIO Visibile e invisibile, concreto e astratto, realtà e finzione, presente e futuro, veglia e sogno. Ognuna di queste coppie di termini suscita con forza un’infinità di domande e anche di tentativi filosofici di spiegarne le differenze – se ce ne sono, le caratteristiche che le contraddistinguono, le essenze. C’è uno iato ontologico insuperabile…
Continua a leggere L’INVISIBILE SI FA VISIBILE: IL DESIDERIO TRA NARRAZIONE E REALTÀ
IVAN CORRADO “La responsabilità del filosofo consiste nel dover essere un ponte, nel collegare idee, concetti, punti di vista, pratiche e così via, e nel dimostrare come essi siano diversi e in cosa lo siano. Il filosofo come ponte è un passaggio o un collegamento delle differenze. Quando è se stessa, la filosofia pratica differenziando”.
Continua a leggere TRA VISIBILE E INVISIBILE: LO SPAZIO DELLA FILOSOFIA
GIACOMO PEZZANO Tra i tanti memi che circolano sui social network, ce ne sono alcuni che attribuiscono a Fabio Volo esclamazioni tra le più banali possibili, però proclamate con la giusta enfasi da oracolo. Tra queste, troviamo anche uno dei cliché a cui siamo più affezionati: “non è tanto il caldo; è l’umidità”. Ma siamo…
Continua a leggere ESISTE L’INVISIBILE? NEL LABIRINTO DELLE RELAZIONI
SARANTIS THANOPULOS In Nascita della clinica, Foucault dice che la semeiotica medica si è costituita a partire da uno sguardo insieme vergine e sapiente. Il clinico guarda i segni che configurano la manifestazione esteriore del processo patologico oggetto della sua attenzione e cura come se li vedesse per la prima volta e, al tempo stesso,…
Continua a leggere IL GUSTO DEL VEDERE E LA CECITÀ IPERVEDENTE
ANGELO DI SAPIO BENEDETTO ANTONIO ELIA Primo piano. Stanza 440. Mani che s’intrecciano; piedi fluttuanti che volano. Cinque corpi che danzano. A fianco, a sinistra, fanno pendant i musici. L’invisibile si fa visibile; il visibile si fa invisibile. Un ovale, in blu, verde e arancio. Eccole, come trementina col colore a olio, le…
Continua a leggere VISIBILE @ INVISIBILE NELLO STUDIO NOTARILE
FABIO CORIGLIANO Viviamo in un’epoca storica in cui uno tra i valori (non solamente) politici più importanti è quello della trasparenza. In una traiettoria intellettuale immaginaria, che va da La società trasparente di Gianni Vattimo a La società della trasparenza di Byung-Chul Han, a più riprese, nel corso degli ultimi vent’anni, è stato in…
Continua a leggere LA VISIBILITÀ DELLA VERITÀ: ROUSSEAU PROFETA DELL’EPOCA DELLA TRASPARENZA
MICHELE ILLICETO La storia dell’uomo è anche la storia dei suoi sensi. Di ciò che ha udito, sentito, gustato, toccato, odorato e visto. Sensi a volte esclusi altre volte riabilitati, come è capitato a partire dalla fine del XVIII fino ai giorni nostri, nei quali forse vengono assolutizzati. Tra questi un ruolo fondamentale lo hanno…
LUCA MANDARA Recentemente, ho avuto modo di vedere (finalmente!) uno degli ultimi film della saga di 007: Spectre. Il film è tutto giocato su un tema tipico di società che, come la nostra, uniscono una generale decadenza con grande potenziale di rinnovamento: quello del conflitto tra nuove e vecchie generazioni. In particolare, è tutto declinato…
SCRITTI E IMMAGINI DI FERDINANDO MENGA, TOMMASO GAZZOLO, PEE GEE DANIEL, PIER MARRONE, CRISTINA RIZZI GUELFI, VOLFANGO LUSETTI, TONY KARED, SIMONE POLLO, PAOLO CASCAVILLA
FERDINANDO MENGA Immaginiamo il seguente scenario che, per quanto semplificato, risulta non troppo distante, nei suoi contorni generali, dalle sfide morali a cui la realtà contemporanea ci pone di fronte:
Continua a leggere DELL’INTUIZIONE MORALE: CONTRO IL CONSEQUENZIALISMO (E I DONALD TRUMP)
TOMMASO GAZZOLO Nella storia del pensiero giuridico, sono stati chiamati “scettici dei fatti” quei giuristi (soprattutto americani) che hanno sostenuto che, nel giudizio, nessun “fatto” potrebbe mai essere dimostrato. I fatti non se ne vanno in tribunale, diceva Jerome Frank.
Continua a leggere RIPUGNANTE È LA CONCLUSIONE: IL REALISMO GIURIDICO E LO “SCETTICISMO DEI FATTI”
PEE GEE DANIEL 1. Prospettiva etica Simona non c’è più. Un destino precoce e crudele l’ha voluta portar via all’affetto dei suoi cari, come si legge nei necrologi, al legame con la cara mamma, agli abbracci del figlio adorato, ma soprattutto all’amore incondizionato del marito.
PIER MARRONE I filosofi da tempo hanno individuato paradossi legati alla sottrazione e all’addizione. Si tratta di esperimenti mentali che ci aiutano a focalizzare situazioni dove l’aggiunta o la sottrazione progressiva di elementi simili si trasforma da quantitativa a qualitativa. Se perdi un capello non sei calvo, nemmeno se ne perdi dieci, ma se cominci…
CRISTINA RIZZI GUELFI conclusione con·clu·ṣió·ne/ sostantivo femminile Punto d’arrivo che conclude e convalida una serie di pensieri o di azioni; definizione, decisione.
Continua a leggere UNA VOLTA SI SALTAVA ALLA CORDA, ORA ALLE CONCLUSIONI
VOLFANGO LUSETTI Un vecchio saggio di mia conoscenza soleva affermare: “Non venite al mio funerale, perché il cadavere puzza!”, affermazione paradossale ma veritiera, anche se poi, posto di fronte alla prova dei fatti, bisogna riconoscere che egli (a differenza del “santo monaco” di cui ci parla Fiodor Dostojewskij nei Fratelli Karamazov) si comportò…
Continua a leggere CONCLUSIONI RIPUGNANTI: IL MITO DI PALLADE ATENA
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