ALCUNE DOMANDE SU MARILYN E SOPHIA
LORETA DE STASIO
Per noi, oggi, Marilyn significa bellezza, erotismo, grazia, ingenuità, malizia, seduzione, Hollywood, fotografie famose, matrimoni prestigiosi, storie d’amore piccanti, dipinti onnipresenti, avversità fatale.
Dopo la sua scomparsa inaspettata, la notorietà che l’immagine di Marilyn possedeva, derivata non solo dalla fama dei suoi film, ma anche dai rapporti con figure importanti, dai suoi scandali e contratti, e dai suoi problemi con l’alcol e le medicine, la trasformò rapidamente in un mito universale.
Una delle figure che condivise con lei l’attenzione del pubblico europeo negli anni ’50 e nei primi anni ’60 fu certamente Sophia Loren. Marilyn Monroe e Sophia Loren incarnavano alcune delle principali icone di ciò che poteva essere una donna desiderabile.
Oltre ad aver lavorato con registi di straordinario valore (B. Wilder, H. Hawks, J. Huston, H. Hathaway, J. L. Mankiewicz, L. Olivier, G. Cukor…), entrambe condivisero il set con attori leggendari come C. Grant, C. Gable e J. Lemmon. Altri grandi attori, quali M. Mastroianni, T. Curtis, M. Brando, R. Mitchum, C. Heston, Y. Montand, G. Peck e P. Newman, lavorarono invece con l’una o con l’altra.
L’età di entrambe (Marilyn nacque nel 1926 e Sophia, nel 1934) e la data dei loro primi film (indipendentemente dai nomi usati da loro in essi) collocano Sophia come sorella minore di Marilyn.
Gli Stati Uniti (insieme a Inghilterra, Canada, Russia e altri paesi) avevano appena vinto la Seconda Guerra Mondiale contro Germania, Italia e Giappone. Questo favorì lo sviluppo del consumismo e delle democrazie borghesi nei paesi sconfitti o alleati che rimasero fuori dall’orbita di Mosca. Arrivarono in essi aziende americane e prodotti commerciali, come Coca-Cola, Camel, Levi Strauss, Ray-Ban, Tupperware, Procter & Gamble, Gillette; e anche opere culturali, come quelle del cinema (agli attori sopra menzionati dovremmo aggiungere E. Taylor, K. Hepburn, J. Dean, S. Poitier), del teatro (T. Williams, H. Miller), del romanzo (E. Hemingway, W. Faulkner, J. Steinbeck, J.D. Salinger, J. Kerouac, W.S. Burroughs), della poesia (A. Ginsberg, S. Plath), della pittura (J. Pollock, M. Rothko). In quel periodo, infatti, la maggior parte delle correnti, delle tendenze o delle mode viaggiava dagli Stati Uniti all’Europa occidentale.
In Italia, la presenza americana fu davvero molto intensa dopo la guerra. Per un italiano, non considerare nelle proprie opere ciò che si praticava in quell’altro paese ed anche come veniva fatto era alquanto difficile. Così, le commedie americane ebbero una diffusione importante e, senza dubbio, molta risonanza in Italia.
Quando si pensa al cinema di Marilyn e agli inizi cinematografici di Sophia Loren, è davvero utile chiederci quali siano state le possibili influenze fra le due dive? Probabilmente è di maggiore interesse collegare semplicemente i film di entrambe, ponendo tra parentesi la questione delle fonti, dei modelli e degli anti-modelli.
In Italia, le prospettive economiche non erano quelle degli Stati Uniti. Il miracolo economico avrebbe comunque richiesto tempo. Molti dei ruoli di Sophia nelle commedie degli equivoci di quegli anni non erano nello stile di quelli di Hollywood, come quelli di Marilyn: non si svolgevano in un mondo vittorioso, in magnifica espansione e modernità, ma in un mondo sconfitto, post-bellico, in ambienti distrutti, di miseria, di fame e di quasi necessaria furberia popolare.
In Come sposare un milionario (J. Negulesco, 1953), Schatze (L. Bacall), Loco (B. Grable) e Pola (Marilyn) sono tre modelle che vogliono sposare un uomo ricco. Affittano un lussuoso attico come stratagemma e, dopo numerosi incidenti, scoprono che l’amore conta più del denaro. Schatze e Pola finiscono anche per scoprire che gli uomini ai quali si sono legate possono essere considerati facoltosi.
Gli studi femministi hanno sottolineato e confermato nelle commedie di Marilyn e nelle prime commedie di Sophia la modifica della solita posizione subordinata delle donne nei confronti degli uomini. Alcuni, di Sophia leggono anche una posizione di sfida contro posizioni sessiste, retrograde e innaturali nella società.
C’è un’opposizione tra il modo in cui i rispettivi discorsi cinematografici sono costruiti. In contrasto con le rappresentazioni di Marilyn, nelle quali il volto appare spesso addolcito mediante artifici fotografici, il corpo risulta talvolta scomposto in pezzi distinti e la figura è inserita in contesti caratterizzati da sfondi sfocati, la figura di Sophia veniva solitamente presentata allora, al contrario, nel mezzo di un ambiente realistico, senza sfocare lo sfondo dietro la sua figura. La voce di Marilyn nei suoi film produce una sensazione seducente di ipnotismo e riflessione, molto diversa dall’impressione di forza e naturalezza, e dalla ricchezza della voce dei personaggi di Sophia nei suoi ruoli. La tecnica interpretativa di Marilyn è il risultato delle migliori accademie e insegnanti; mentre in Sophia, intravediamo una forma di verità costruita come naturale.
Sì: Peccato che sia una canaglia è un film molto italiano, così come Sophia è un’attrice molto italiana, ma ciò non impedisce che, allo stesso tempo, questo film e altri di quegli anni di Sophia, o Sophia stessa, ci facciano pensare a Marilyn e alle commedie di quella Hollywood.
Foto: (Donaldson Collection/Michael Ochs Archives/Getty Images)

