INFERNO – EDITORIALE

the-sandman-serie-tv-neil-gaiman-historia-coverRICCARDO DAL FERRO

L’inferno non esiste.

Eppure, esso agisce su di noi: muta il nostro immaginario, ha un peso sulle nostre azioni e viene scrutato all’orizzonte come se fosse possibile vedere il suo profilo in lontananza.
Mentre esploriamo il mondo e l’animo dentro di noi, consideriamo la possibilità che la punizione giunga, e di conseguenza agiamo per evitare il peggiore dei destini. Ci lasciamo andare a considerazioni intorno alla responsabilità e al perdono, a dio e al male, tentando di giustificare l’etica solo in base all’immanenza, ma in realtà sentiamo, in cuor nostro, che nelle profondità della Terra si cela la prigione che tutti temono e che ogni religione, ogni misticismo e ogni filosofia ha dovuto considerare.

L’inferno non esiste.

Eppure, menti brillanti e sagaci hanno ragionato intorno alla sua mitologia: John Milton e il suo lucifero, ma anche Omero e la discesa nell’Ade da parte di Ulisse. Per non parlare dei più celebri Dante e Dan Brown (sto ovviamente scherzando, ma non troppo: esiste anche l’inferno per gli scrittori, cosa credete?). Di inferni pullula la nostra cultura e l’inferno spunta dalle poesie alla fantascienza, dalla filosofia all’arte, mostrando dapprima e schiere magmatiche di Satana e poi il Pandemonium che si apre di fronte ai crepacci roventi nella Terra.

L’inferno non esiste.

Eppure, un inferno c’è per tutti. E tutti ne portiamo dentro uno, volenti o nolenti.
Mi piace pensare che, se esiste una vita dopo la morte, questa sarà il prodotto di ciò che abbiamo immaginato più intensamente dell’aldilà. Se le cose stanno così, allora l’inferno esiste perché ci finiremo tutti: nessun luogo del post-mortem è stato dipinto, raccontato, immaginato più di quello nella storia della vicenda umana, e un senso a tutto questo ci sarà.
L’inferno non esiste.

Ma se ce n’è uno dedicato ai filosofi, credo sia molto più simile di quel che pensiamo a ciò che i filosofi hanno fatto in vita. Alcuni le chiamano “seghe mentali”, altri “discorsi metafisici”. In qualunque caso, quello è il contrappasso che ci aspetta.

 

 

 

 

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