MY OWN PERSONAL JESUS: UN CARTEGGIO

MARY BARBARA TOLUSSO

Unknown

Caro Gesù grazie per questa bella domenica armoniosa, carica di sole e luce, non so, hai chiesto aiuto a Schopenhauer? O a Mariottide. Poi tu sai quando mi renda felice scendere in motorino, con la pioggia, giusto per frantumarmi gli stinchi, dopo le ginocchia che mi hai massacrato questa estate.

A questo proposito per favore cerca di comparire in sogno a qualche scaramantico della giunta comunale, uno qualsiasi, tanto non capisce un cazzo nessuno, cioè tu gli compari in sogno e lo minacci di qualcosa se non ristrutturano la strada di via commerciale, cristo santo, ci sono più buche che asfalto, ho il didietro a pezzi ogni volta che scendo. Grazie anche per la bella settimana, no guarda formidabile, mancava solo che leggessi le istruzioni per la caldaia e ieri mi è parso di vedere seduto in salotto pure Bazlen che si incazzava con Saba, potrei offrirgli un daiquiri, ho pensato, poi ho pensato di prendere un po’ di lexotan, comunque, in tutta questa attivissima vita sociale, c’è ancora qualcuno che mi scrive: “Ma perché non esci? Perché esci quasi esclusivamente con gay?”, io davvero non so cosa ti è passato per la testa quando hai inventato gli etero, se rifiuti il loro uccello o sei lesbica o sei strana, io comunque gli rispondo: “No no tranquillo non sono lesbica. E neanche etero” voglio dire, tu mi puoi capire no? Però mentre dopo questa frase con me la gente si dilegua, con te pareva fare a botte per entrare nella barca, nonostante tu rompessi le palle a nastro, anche oggi seghi i nervi a quei benedetti apostoli che manco Verdone quando fa Furio Zoccano, tutta una tiritera di istruzioni sulle colpe, sulle ammissioni, sull’essere riuniti nel tuo nome perché se no gli fai il culo, io ci ho capito poco, non so quei poveretti, tutti maschi tra l’altro, chissà se erano fighi. e appunto per rispondere a chi mi chiede perché esco con quelli e non con quegli altri: perché hanno stile, mi pare ovvio, e guarda Gesù, se io ero al tuo posto mettevo su il mio clan con questi dodici qui, e c’è ancora chi sta a chiedere: perché esci con i gay? a volte gli etero mi sembrano deficienti, mi sembrano.

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Caro Gesù oggi ti sei incazzato come una bestia perché hai detto che Pietro non pensa secondo Dio ma secondo gli uomini. Ecco, volevo dirti, se anche tu iniziassi a pensare secondo gli uomini mi faresti un piacere, ci sono un sacco di mie amiche anziane come me che si lamentano perché si trovano tra i piedi degli Dei nati nel 1997, non sta bene, non si fa, questi mix promiscui fateli tra voi divinità, tipo Titone con Aurora, Calipso con Ulisse, insomma tutto un casino tra mortali e immortali, voglio dire, io sono una donna mortale, ma uno nato negli anni 90 è un dio. Guarda, grazie tante, ma no, grazie. Senti, ho pensato che per chiudere questa perpetua lagna potremmo metterci insieme io e te, che dici? Io sono all’altezza, tu non so, con l’ego che hai, sempre con le corti dietro e gli apostoli e i poveracci e le donne che ti massaggiavano i piedi, io i piedi non te li massaggio, sia chiaro, però posso schiacciarti i punti neri. E non voglio più trovarmi in confessionale il polacco, oggi dovevo proprio confessarmi e sono entrata e c’era il polacco così mi sono inventata un sacco di fandonie, tanto per metterlo in difficoltà, e infatti a un certo punto si è messo una mano sulla fronte e ha detto: “No. Basta”. Peccato, io iniziavo a divertirmi perché poi a inventare mi prende la mano. Be’ pensaci alla mia proposta, altrimenti ti mando in tilt tutti i preti under 50 di Trieste, ho un sacco di belle idee. Io ci penserei. E caccia fuori il sole per altri quattro giorni per favore, se no torno a confessarmi alla messa delle 6.

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Caro Gesù, grazie per questa bella domenica, so che tu vuoi arricchirmi di spirito cristiano, be’, diciamo di spirito soprattutto, sezione di me che ritieni carente e a cui tu provvedi sempre, in un modo o nell’altro, e infatti “da leggere entro una settimana” recita il postit di ‘ste robe qua sotto che, abbi pazienza, se in molti si gasano a studiare, io mi rompo le palle, se mi pagano d’accordo, mi rompo meno. tuttavia non più di tre giorni fa un amico congedandosi mi ha detto: “mi raccomando, su con la vita, vai a caccia di uomini”, e tu hai subito esaudito, che caro, infatti tutti gli autori di ‘sti cazzo di saggi sono uomini. grazie. ma voglio dire, pure tu nel Vangelo di oggi andavi in campeggio, lì quando un apostolo sul monte ti dice: ora preparo tre tende una per te, una per Elia e un’altra non so per chi. E a me Axel Honneth, scuola di Francoforte. In agosto. Di domenica. Con 170 gradi. Ci tenevo tanto a questo aggiornamento, perché sai non c’è niente che mi entusiasmi di più della Scuola di Francoforte. Di buono c’è che Honneth è meglio del campeggio. Ironia vuole che si intitoli “La libertà degli altri”. Degli altri, appunto. Tanto per dire, quanto sei stronzo. La prossima domenica non mi vedi, vado dai serbo ortodossi in via San Spiridione che, abbi pazienza, hanno pure un arredatore più figo del tuo.

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Caro Gesù, ti scrivo per disperazione, volevo appunto ringraziarti di avermi fatto scovare, non so come, dalle ex educande del mio ex istituto. Hanno organizzato una rimpatriata e me l’hanno fatto sapere. Quando mi è arrivata la mail ho pensato fosse l’inizio di un film dell’orrore. Grazie. A parte che secondo me potrebbero anche avermi invitato per avvelenarmi, tutte d’accordo tipo Assassinio sul Nilo dove tutti hanno un buon motivo per uccidere. L’idea è venuta a una ex figa che ora sta parecchio lontano da qui e io dovrei farmi non so quanti chilometri per farmi ammazzare? Voglio dire, vengano a cercarmi a casa. Poi scusa ho capito che tu oggi dici che il regno dei cieli è tipo pescatore che pesca ogni genere di pesci, però ecco: parla per te. Cioè io dovrei sedermi a tavola con ‘ste femmine che saranno tutte adulte, tutte mamme, tutte esangui e che ti dicono quelle frasi tipo: “Wow, non sei affatto cambiata!”. Entusiasmo. “Tu sì, sei peggio di quello che ricordavo”, sarebbe l’unica risposta decente. Oppure quelle che ti parlano dei figli e tu non sai che dire e per imbarazzo dici: “Ma ce l’hai una foto?”, e qui sono cazzi perché avranno solamente quelle 2768 foto del figlio col cane, del figlio in vacanza, del figlio il primo giorno di scuola, della prima volta che il culo del figlio si è posato sul sellino di una bici, sì, l’inferno deve essere esattamente così. Per non parlare delle sbullonate da psicoanalisi, quelle che ti ripetono: “Sai… sto lavorando su me stessa” e tu cortesemente sorridi, ma vorresti dirle “Se ti uccidi fai prima” e invece non lo fai e diventi il vomitorium ideale della sua triste vita da single, da separata, da divorziata, non capita, non amata e, soprattutto, tradita. Cioè Gesù, abbi pazienza, se volevo confortare le donne nascevo Jude Law (tra l’altro 1.80, dio se è perfetto), voglio dire sarebbe una rimpatriata tra femmine, ci avessi ficcato almeno uno straccio di uomo in quello straccio di scuola, a parte i preti. Ci fossero almeno i prof, che erano più svegli, anzi due mesi fa ho saputo che quello di matematica è morto, un francescano che faceva andare su di giri una mia compagna, cioè, quindicenni che si invaghiscono di un frate, non so se ti rendi conto. Secondo me ti rendi conto benissimo, e infatti tu con la tua banda dei 12 portavi a spasso pure la Maddalena. Mica fesso. Diciamocelo, non era esattamente una santa donna E noi il frate… cristo se sei sadico. E senti, dì al parroco di Roiano che se alla fine della messa deve dare le notizie della parrocchia in 35 minuti – come se me ne potesse fregare qualcosa che il pretino polacco è a fare il campo scout – la prossima volta vado in chiesa in mini short, altro che vestitino per benino. E mi metto in prima fila a sorridergli. Tanto per dare l’idea che io e lui siamo in confidenza. Amen.

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Caro Gesù ormai ti scrivo pochissimo, non ho tempo, e se ho tempo vado al mare, però grazie per avermi risolto il problema, non era un problema grave, io non ho problemi gravi perché non penso molto, ma era un problema: il braccialettino arcobaleno. Come sai è peggio dell’orologio Swatch per me, ma era un regalo simpatico e io sono buona. Più che altro un’amica di cui mi fido (abbastanza) mi ha detto che se lo tagliavo portava una sfiga terribile. Adesso non incazzarti perché sono superstiziosa, scusa ci guadagni anche tu no? Be’ comunque nel momento della messa, quando ci si mette in ginocchio e si pensa ai propri peccati, io ti ho chiesto intensamente cosa devo fare con ‘sto coso colorato al polso e tu mi hai guardato con pena, mi hai messo una mano sopra la testa e hai detto: “Ma non lo sai che il braccialettino arcobaleno è il primo passo verso la sodomia?”. Sei stato molto convincente, perché tra la sodomia e la sfiga io scelgo la sfiga, ovvio, che a fare quella cosa sporchissima ci si sfascia prima, secondo me, credo, almeno, ipotizzo, penso, vabbè è uno dei miei dogmi e tu sta zitto che ne hai di peggiori. E comunque ho preso la prima messa perché devo andare al mare che non ci vado da giorni, sì lo so che metto le foto che pare che c’ero ieri, al mare, ma non pretenderai mica che dica in Facebook i miei spostamenti reali o un minimo di verità, dai, anche tu oggi hai fatto dire a Matteo che a quelli che non vedono e non comprendono bisogna raccontare le parabole. E se permetti le mie sono anche più fighe delle tue. Ah senti, volevo chiederti un’ultima cosa: potresti sostituire i due vatussi che stanno sempre fuori dalla chiesa per l’elemosina con due albanesi? Cristo santo sono altissimi e ti salutano sempre con un “Ciao” cavernoso che pare stiano per saltarsi addosso. Da dietro, appunto. Vedi tu.

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Caro Gesù, allora, già sono a Milano che, voglio dire, di questa stagione non è il top, vabbè comunque ieri pomeriggio per diventare povera come te ho fatto un giro in Rinascente ché me lo meritavo. Per punirmi hai convinto i miei amici ad andare a bere nel quartiere multietnico e poi a mangiare in un ristorante calabrese, tutto l’occorrente per fare un incubo, cazzo se ho fatto un incubo, e infatti mi hai fatto fare l’incubo, c’era questo caro amico che si era innamorato di tal Cristina, mai conosciuto una Cristina, boh, e comunque era cinque mesi che aveva’ sta storia e io non sapevo che dire perché mi piaceva, ma con tutta evidenza io non piacevo a lui. Poi cambia scena e io e questo amico siamo sullo scalone del Grechetto, alla Biblioteca Sormani, passa una figa mora e il mio amico fa due occhi come dire “storia vecchia”, «Ma come???» dico io «ti sei fatto pure quella???». Lui dice sì e dice: «4 anni fa». «Ma cioè ti fai tutte fuorché me?» dico. E lui dice. «Ma Mary non sono mica finocchio, mi piacciono le donne, possibilmente dolci», e me lo dice così, en passant. Al che ho un crollo nervoso, lì al Grechetto, mi metto a piangere sullo scalone mentre passano in sfilata un sacco di poeti che andavano non so a quale conferenza, e io mi metto a piangere ancora di più, oh guarda che piangevo col singulto e ho iniziato a dire: ma che cazzo di sogno è? Non mi veniva il respiro, giuro, e per fortuna ho dormito da una mia amica che mi ha svegliato tipo quelle robe da film perché ha detto che mi agitavo nel letto e avevo il respiro sempre più corto. Ecco cosa succede se mi portano a bere nei locali multietnici dove non trovi il Ferrari, ma solo un prosecco biologico. Rischio di morire, rischio. E tu lo sapevi. E oggi fai pure dire a San Paolo: “Camminate secondo lo spirito e non sarete portati a soddisfare il desiderio della carne”. Mi prendi per il culo? Altro che spirito, ormai sono un ectoplasma, che gira pure nei quartieri etnici. Voi non ci pensate a queste cose che siete tutti fiorellini, canditi, dolcettini, che bello il mondo aperto, il crogiolo di culture, la diversità, l’alterità… Sì sì, tanto a me nell’incubo mi si è chiusa la gola. E meno male che avevo fatto un salto in Rinascente, se no morivo sul serio. E scommetto che faccio questi incubi anche perché ho la bacheca piena di moderati. Di sinistra. Di destra. Di su. Di giù. Moderati e basta, me li manda Gesù, siete come i funghi siete. Intanto lui in giro a rovesciare tavoli in tempio, io moderata pure nei sogni. Che voglio vedere se sta tipa che mi hai piazzato davanti in chiesa cammina secondo lo spirito. Ne sono certa guarda, basta vedere la posa. E io non faccio l’elemosina all’indiano qui fuori, paga lui per te. E anzi adesso dico al diciottenne che è tutto il tempo che mi guarda il didietro se mi accompagna a vedere il loggiato rinascimentale qui sotto, d’altronde “sono ben note le opere della carne”, oh, l’hai scritto tu eh. E il ragazzino ha pure fatto la comunione. Tiè.

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Caro Gesù, questa è l’ultima volta che ti scrivo mi sono rotta. Tanto per iniziare con duecentomila epistole che ti ho mandato che manco gli Efesini, qui non si è visto un cazzo. E va bene. Non basta. Mi fai vedere continuamente in home gente che soffre per amore, che si ama per amore, che si odia per amore, che si dedica i video e le poesie per amore, si dibattono in se stessi e pure negli altri, per amore, e a me manco uno che soffra perché, che ne so, devo aggiustare lo scarico del lavandino che si è intasato stamattina tra l’altro, grazie. Io non so, pure a quel pirla di Filippo hai fatto incontrare un eunuco sulla strada di Gaza, a me neanche quello. Poi mi mandi in terra amiche che mi dicono: “Ma guarda che l’amore esiste, io l’ho trovato!”, non so, cosa devo rispondere secondo te? Cosa? Te lo dico io cosa ho risposto : “Va bene, nel frattempo non sospendere gli psicofarmaci”. E il motorino non partiva stamattina, grazie anche di quello, è rimasto fermo un mese e ho dovuto fare da sola col pedalino, con la forza che ho, vedi tu, non so cosa ha pensato la gente per strada, probabilmente assomigliavo a un martello pneumatico. Se invece tu mi avessi mandato uno, oltre a fargli aprire le bottiglie di acqua che non ci riesco mai, mi metteva anche in moto il motorino no? Invece niente, guarda la diciassettesima volta che sono salita sul pedalino ho anche bestemmiato. E infatti poi sono scivolata. Grazie. Mi sono fatta male la caviglia. Mi sono seduta sul marciapiede e ho iniziato a frignare perché cavolo, tu pieno di schiavi come quei dodici sempre lì intorno a leccarti i piedi e a me manco un artigiano. Per dire, una mia amica anni fa ha avuto un piccolo incidente in macchina sulla strada per Opicina con un idraulico e sai cosa? Quello si è innamorato e si sono messi insieme! E non era neanche eunuco! Infatti non erano sulla strada di Gaza ma in quella di Opicina. Non ho capito! Alle altre glieli lanci pure addosso!!! Io cosa ti ho fatto? Poi te ne avanza di dirmi: sei troppo vanesia, ti fai troppi selfie. Proprio tu, voglio dire, che sei riuscito a fartene uno da morto. E oggi hai fatto scrivere a San Paolo che Dio si manifesta tramite la fede, certo, tramite i selfie volevi dire. Comunque basta, tra noi è finita, voglio proprio vedere come fai senza di me, anzi escludo dalla home anche la pagina dei giovani cattolici contro la frivolezza . E poi escludo anche quelli che soffrono per amore e si parlano con le parole d’amore dei video di merda d’amore, ed escludo anche le mie amiche che mi telefonano per parlarmi d’amore. Guarda l’unico modo perché io ti caghi ancora è che vieni a casa mia, suoni, e mi fai la dichiarazione. E non aspettarti che ti lisci i piedi con i capelli, quelle robe lì le fai fare alla Maddalena, ma magari facciamo un gioco di ruolo, che ne so, tu fai finta di essere Lot e io faccio finta di essere la figlia vergine di Lot, insomma quella roba zozza della Genesi. Il copione lo conosci. Vedi tu. E siccome secondo me sarai alto 1.70 perché eravate tutti bassi da quelle parti, vedi di fare finalmente un miracolo e allungati a 1.80, se no col piffero si fa Sodoma e Gomorra. Ah, sappi che mentre facciamo i giochini mettiamo su “Someone like you” di Howthorne, che è pure un omonimo di quello della Lettera Scarlatta. Mi pare adeguato. Però questo si chiama Mayer e fa canzoni che fanno sesso. Se non ti piace il funky cazzi tuoi.

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