NON PER CASO
MASSIMILIANO SPANU In Les Mystères du Château du Dé (1929) di Man Ray (o nei versi di Stéphane Mallarmé, Un coup de dés jamais n’abolira le hasard) il lancio dei dadi non risolve la dimensione del fortuito:
MASSIMILIANO SPANU In Les Mystères du Château du Dé (1929) di Man Ray (o nei versi di Stéphane Mallarmé, Un coup de dés jamais n’abolira le hasard) il lancio dei dadi non risolve la dimensione del fortuito:
TOMMASO GAZZOLO Ciò che è un colpo di dadi, è la rivoluzione. Toute révolution est un coup de dés, la citazione è di Michelet, per quanto tutto passerà, nel film di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet (Francia, 1977), attraverso il colpo di dadi di Mallarmé. La camera passa accanto alla lapide per i morti della…
PEE GEE DANIEL “La Ciorgna Voltaica… Eh, ma che brutto nome!… Non se lo meritava proprio, poverina… Buona com’era…” Queste parole al principio Doriano credette di essersele immaginate. Le aveva pronunciate una vocina sottile sottile e bassa bassa. Doriano si voltò con scarso entusiasmo verso la fonte di quel mezzo lamento, dopo aver fatto emergere…
ANDREA MUNI Ciò che è messo in gioco è da considerarsi, all’inizio della partita, come perduto (B. Pascal) Quando ero ancora un teen-ager mi piaceva, alla fine di certe notti brave, fare la lunghissima camminata che, attraversando il confine di Casa Rossa, porta dalla stazione di Gorizia al Casinò Perla di Nova Gorica.
Continua a leggere IL COLPO DI DADI CHE, DUNQUE, SONO: A CHE SERVONO ALEA E VERTIGINE?
ANDREA CRISMANI Premessa Il gioco del poker è un particolare tipo di gioco che da secoli affascina non solo i patiti delle manifestazioni organizzate, ma anche i più riflessivi e pacati appassionati della strategia psicologica, dato che tale strategia viene esaltata dalle stesse regole del gioco che la fanno assurgere addirittura a momento di…
MARY BARBARA TOLUSSO Chissà perché la gente vuole che l’amore duri per sempre. Come la morte. §§ Nella mia bacheca, esclusi i rari illuminati, girano solitamente due profili. Quelli che detestano miei post provocatori e quelli che detestano i miei post più teneri. Come se in testa avessero un personaggio precostituito. Volevo solo dirvi che…
PIER MARRONE Sigmund Freud sosteneva che una delle poche cose di cui si può essere ragionevolmente certi è il risorgere del desiderio sessuale. In epoca di droghe performative, che ben poco hanno a che fare con i problemi clinici della disfunzione erettile, possiamo dire di aver preso sul serio la riflessione di Freud, che sembra…
FRANCESCA MARTINELLI La mia pancia è terra di briganti, rivoltosi e mangiasanti. Così è dove sono nata, così è da dove provengono le mie radici, luoghi di culto popolare e di carattere estatico, dove il basso s’incontra con l’alto, dove la bestemmia dialoga col dì della santa messa e il parroco abbraccia la falce e…
CRISTINA RIZZI GUELFI “Anche il grande inquisitore Torquemada pensava di essere buono in quanto cercava di salvare l’anima immortale di coloro che condannava al rogo.”
ALESSANDRA CISLAGHI “La mia azione si svolge in Spagna, a Siviglia, al tempo più pauroso dell’inquisizione quando ogni giorno nel paese ardevano i roghi per la gloria di Dio e con grandiosi autodafé si bruciavano gli eretici”. Comincia così il racconto nel racconto, la geniale “Leggenda del Grande Inquisitore” incastonata da Dostoevskij nel celeberrimo romanzo…
Continua a leggere LA SENTENZA DELL’INQUISITORE, OVVERO IL ROVESCIAMENTO DELLA VERITÀ
PEE GEE DANIEL Furio Pellegatta era il più grande scrittore vivente. O, per meglio dire, non esattamente Furio Pellegatta. Non Pellegatta in persona. Pelegatta spersonalizzato semmai era il più grande scrittore vivente.
IVAN CORRADO Cosa accomuna un fondamentalista islamico che si fa esplodere nel centro di una piazza, un uomo che uccide sua madre e poi se stesso su ordine della donna amata ed un monaco cristiano del Duecento che si flagella a sangue il dorso? Risposta: una dedizione assoluta verso un concetto distorto di sacrificio. Intendiamoci:…
Continua a leggere “SOLO IL SANGUE SECCO DELLE SUE VENE”: L’INSENSATEZZA DEL SACRIFICIO
EMANUELE AMBROSIO Tra l’Illuminismo e l’età contemporanea, tra modernità e post-modernità, si è verificato un importante cambiamento nell’atteggiamento dell’intellettuale nei confronti della ragione e delle sue potenzialità.
Continua a leggere MEA CULPA, SACRIFICIO E REDENZIONE DELL’INTELLETTUALE CONTEMPORANEO
DOROTEA SOTGIU Due le polarità in cui si distribuiscono i vari modelli di vecchiaia nell’immaginario della nostra società: una positiva, aderente al modello platonico e ciceroniano, in cui la vecchiaia, vissuta come liberazione rispetto alla passionalità carnale, è considerata l’età privilegiata per dedicarsi alla speculazione filosofica; l’altra negativa, legata a un paradigma economico di produttività,…
RICCARDO DAL FERRO Guardarci allo specchio non basta per risultare visibili a noi stessi. Siamo per lo più invisibilità, trasparenza, impalpabilità. Sfuggiamo al nostro stesso sguardo, alla comprensione che abbiamo di noi stessi, non abbiamo alcuna possibilità di apparirci nella nostra interezza poiché saremo sempre ombre ai nostri occhi.
Continua a leggere LA VERA CECITÀ: SIAMO TUTTI INVISIBILI A NOI STESSI
FERDINANDO MENGA Visioni parziali “Il y a de l’ordre”: è questa una delle espressioni chiave con cui Michel Foucault, nelle prime pagine della sua prefazione a Les mots et les choses (1966), trasmette in modo sintetico e pregnante la natura inevitabilmente storica, istituita e diveniente di ogni ordine del sapere e delle pratiche a esso…
Continua a leggere IL Y A DU VISIBLE: CONTINGENZA DEGLI ORDINI E SEDUZIONI TOTALITARIE
PIER MARRONE La realtà non ci basta mai. Come il denaro e l’amore, vorremmo averne sempre di più. Desideriamo un supplemento alla nostra esperienza, che spesso ci appare banale, a meno che non ci pensiamo. Questo è il motivo per cui la coppia visibile/invisibile può essere accostata alla coppia apparenza/realtà.
FABIO CIARAMELLI La disposizione d’animo fondamentale con cui Sartre s’accosta a Napoli è l’ambivalenza di sentimenti. Come ammette lui stesso, “l’amo e ne ho orrore. E mi vergogno di andare a vederla”.
MASSIMILIANO SPANU Visibilità e invisibilità giocano una partita assai complessa e strutturata nelle dinamiche della testualità filmica, disponendosi – a una prima analisi, almeno – come categorie e polarità opposte dell’immagine.
MICHELANGELO DE BONIS Calvino e la leggerezza del software Ogni volta che sento parlare di visibilità o leggerezza mi saltano in mente le lezioni americane di Italo Calvino, un ciclo di sei incontri che l’autore fu invitato a tenere all’Università di Harvard (le “Charles Eliot Norton Poetry Lectures”). Calvino ne scrisse in Italia cinque prima…
Continua a leggere IL FILO INVISIBILE TRA L’UOMO E LA TECNOLOGIA: INFORMATICA O FANTASCIENZA?
MARCELLO MONALDI La coppia di termini opposti visibile-invisibile ha governato la storia del pensiero occidentale e ha segnato in misura non meno rilevante il contenutio dottrinale della religione dell’occidente, il Cristianesimo: Platone, nella Repubblica, suddivide l’intera compagine dell’essere in una sfera visibile (tò oratòn) e in una intelligibile (tò noetòn), questa seconda invisibile agli occhi…
CRISTINA RIZZI GUELFI viṡìbile agg. [dal lat. tardo visibĭlis, der. di videre «vedere», part. pass. visus]. – 1. a. Che può essere visto: v. anche a occhio nudo, cioè senza l’ausilio di cannocchiali o strumenti ottici.
EMANUELE AMBROSIO Visibile e invisibile, concreto e astratto, realtà e finzione, presente e futuro, veglia e sogno. Ognuna di queste coppie di termini suscita con forza un’infinità di domande e anche di tentativi filosofici di spiegarne le differenze – se ce ne sono, le caratteristiche che le contraddistinguono, le essenze. C’è uno iato ontologico insuperabile…
Continua a leggere L’INVISIBILE SI FA VISIBILE: IL DESIDERIO TRA NARRAZIONE E REALTÀ
IVAN CORRADO “La responsabilità del filosofo consiste nel dover essere un ponte, nel collegare idee, concetti, punti di vista, pratiche e così via, e nel dimostrare come essi siano diversi e in cosa lo siano. Il filosofo come ponte è un passaggio o un collegamento delle differenze. Quando è se stessa, la filosofia pratica differenziando”.
Continua a leggere TRA VISIBILE E INVISIBILE: LO SPAZIO DELLA FILOSOFIA
GIACOMO PEZZANO Tra i tanti memi che circolano sui social network, ce ne sono alcuni che attribuiscono a Fabio Volo esclamazioni tra le più banali possibili, però proclamate con la giusta enfasi da oracolo. Tra queste, troviamo anche uno dei cliché a cui siamo più affezionati: “non è tanto il caldo; è l’umidità”. Ma siamo…
Continua a leggere ESISTE L’INVISIBILE? NEL LABIRINTO DELLE RELAZIONI
SARANTIS THANOPULOS In Nascita della clinica, Foucault dice che la semeiotica medica si è costituita a partire da uno sguardo insieme vergine e sapiente. Il clinico guarda i segni che configurano la manifestazione esteriore del processo patologico oggetto della sua attenzione e cura come se li vedesse per la prima volta e, al tempo stesso,…
Continua a leggere IL GUSTO DEL VEDERE E LA CECITÀ IPERVEDENTE
ANGELO DI SAPIO BENEDETTO ANTONIO ELIA Primo piano. Stanza 440. Mani che s’intrecciano; piedi fluttuanti che volano. Cinque corpi che danzano. A fianco, a sinistra, fanno pendant i musici. L’invisibile si fa visibile; il visibile si fa invisibile. Un ovale, in blu, verde e arancio. Eccole, come trementina col colore a olio, le…
Continua a leggere VISIBILE @ INVISIBILE NELLO STUDIO NOTARILE
FABIO CORIGLIANO Viviamo in un’epoca storica in cui uno tra i valori (non solamente) politici più importanti è quello della trasparenza. In una traiettoria intellettuale immaginaria, che va da La società trasparente di Gianni Vattimo a La società della trasparenza di Byung-Chul Han, a più riprese, nel corso degli ultimi vent’anni, è stato in…
Continua a leggere LA VISIBILITÀ DELLA VERITÀ: ROUSSEAU PROFETA DELL’EPOCA DELLA TRASPARENZA
MICHELE ILLICETO La storia dell’uomo è anche la storia dei suoi sensi. Di ciò che ha udito, sentito, gustato, toccato, odorato e visto. Sensi a volte esclusi altre volte riabilitati, come è capitato a partire dalla fine del XVIII fino ai giorni nostri, nei quali forse vengono assolutizzati. Tra questi un ruolo fondamentale lo hanno…
LUCA MANDARA Recentemente, ho avuto modo di vedere (finalmente!) uno degli ultimi film della saga di 007: Spectre. Il film è tutto giocato su un tema tipico di società che, come la nostra, uniscono una generale decadenza con grande potenziale di rinnovamento: quello del conflitto tra nuove e vecchie generazioni. In particolare, è tutto declinato…
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