QUANDO BARTLEBY VIAGGIA SUL PEQUOD

MARCO CANDIDA

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Ho ripensato a che cosa succede a Starbuck quando il Capitano Achab tira le cuoia nel Moby Dick di Melville quella sera d’ottobre all’Alumni House in University Street a Grand Forks nel North Dakota. In effetti credo che la follia vera che Melville ha voluto rappresentare con Moby Dick raggiunga in quel preciso momento il suo apice, in quello che succede a Starbuck quando Achab muore. Poi assieme a Starbuck m’è venuto da pensare anche a Bartleby e poi alle parole del bag-boy del supermarket nella pellicola dell’orrore The Mist. Prima però devo raccontare che cosa mi è successo all’Alumni House. Continua a leggere “QUANDO BARTLEBY VIAGGIA SUL PEQUOD”

PERCHÉ GUARDIAMO GLI HORROR

DAMIANO CANTONE

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A chi gli chiedeva perché i suoi film avessero tanto successo nonostante facessero leva sulla paura, Alfred Hitchcock rispondeva che gli spettatori vanno al cinema per provare i brividi dei quali la loro vita quotidiana è priva, “per non diventare inattivi e simili a molluschi”.  Ma non tutte le forme di paura servono allo scopo: bisogna che il pubblico sappia di non essere esposto a un vero pericolo, perché se si sentisse davvero minacciato, se avvertisse come minata la propria sensazione di sicurezza, perderebbe il piacere insito nel brivido. Il piacere fornito del cinema legato alla paura consiste proprio nel permettere questa esperienza vicaria e funzionale del rischio, rischio al quale mai ci si esporrebbe nella realtà. Proprio per questo Hitchcock – pur sfiorandolo in alcuni film come Psycho e The Birds – ha sempre evitato di ricadere nel genere horror, poiché lo spaventoso, il sadico, il macabro finiscono per fornire un’emozione eccessivamente forte e in qualche modo “malata” che inquieta e perturba lo spettatore, impedendo proprio quell’effetto vivificante che si propone. Continua a leggere “PERCHÉ GUARDIAMO GLI HORROR”

DALLA PAURA PER IL MONDO ALLA CURA DEL MONDO. LA TANA, LA TRAPPOLA, LA STRADA

PAOLO CASCAVILLA

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La tana di Kafka.

Kafka scrive “la tana” nel 1923-1924. Il racconto di un animale che, ossessionato dall’idea di un’aggressione, costruisce un rifugio sotterraneo sempre più complicato.

“Ho assestato la tana e pare riuscita bene”. Così inizia il racconto. Ma, con il procedere dell’opera, ci sono sempre nuovi motivi di preoccupazione. Continua a leggere “DALLA PAURA PER IL MONDO ALLA CURA DEL MONDO. LA TANA, LA TRAPPOLA, LA STRADA”

MOLTI OGGI HANNO PAURA

PIERLUIGI CONSORTI

La pauimagesra sembra essere diventata un elemento ineludibile del nostro tempo. Molti hanno paura, talvolta di un nemico invisibile. Si ha paura del futuro, di non essere in grado di affrontare le sfide del quotidiano, ma ancor più quelle di domani. Un sentimento privato si traduce nello spazio pubblico invadendolo e traducendosi in reazioni smisurate, talvolta violente, che si diffondono con sconcertante velocità. Continua a leggere “MOLTI OGGI HANNO PAURA”

IL MESSAGGIO DELLA PAURA

ROBERTO CORNELLI

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1. Le emozioni sono patologie devianti?

Le idee teoriche sulle emozioni sono spesso fondate sulla considerazione che si tratti di fattori di deviazione della razionalità nel pensiero, nel comportamento e nelle relazioni tra gli individui. Questa concezione ha caratterizzato a lungo il pensiero filosofico occidentale. Continua a leggere “IL MESSAGGIO DELLA PAURA”

DASY

SAVERIO FATTORI

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14:30. Dasy ormai non mangiava da 36 ore, era pallida, stava svanendo velocemente, nessun dolore, solo un’infinita stanchezza, venine azzurre segnavano gli avambracci, occhiaie profonde molto simili a quelle degli Emily, sembrava malata dello stesso morbo di cui loro erano portatori sani. Vomitava a scansioni sempre più ravvicinate. In poche ore era arrivata e pesare 43 chilogrammi, contro i 47 del peso forma. Continua a leggere “DASY”

UNA PAURA SEMPRE VERDE

ROBERTO FESTA

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Alla fine di gennaio ho partecipato al “Festival della cultura della libertà”, organizzato dall’Associazione dei liberali piacentini “Luigi Einaudi”, in collaborazione con Il Foglio e Radio Radicale. Il titolo della sessione nella quale dovevo intervenire come relatore, assieme a Guglielmo Piombini e Carlo Stagnaro, era “L’ecologismo radicale. Una minaccia contro l’uomo?”. Chi vuole vedere il clip dell’intera sessione può trovarlo all’URL https://www.radioradicale.it/scheda/498630?i=3661728. Continua a leggere “UNA PAURA SEMPRE VERDE”